19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Ambiente, via libera al decreto rotte

Mai più «inchini» sotto costa

Nuovo limite di 2 miglia per le navi superiori a 500 tonnellate. Nel decreto rotte approntato da Clini e Passera, spiega il Ministero dell'Ambiente, «particolare attenzione viene riservata al Santuario dei cetacei, zona di elevata fragilità ambientale»

ROMA - Mai più 'inchini' di navi in aree protette, vulnerabili o di rilevante pregio paesaggistico, a cominciare dalla Laguna di Venezia e dal Santuario dei cetacei tra Sardegna, Italia e Francia. Maggiore sicurezza in mare e rafforzamento della tutela dei beni ambientali. È in sintesi il contenuto del 'decreto-rotte' firmato ieri dai ministri dell'Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera.
Il provvedimento, annunciato nelle scorse settimane, fissa limiti in base alla stazza delle navi al transito vicino alle aree protette nazionali e a siti particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale, come il Santuario dei cetacei e la laguna di Venezia.

Nuovo limite di 2 miglia per le navi superiori a 500 tonnellate - Il decreto introduce tra l'altro un limite di 2 miglia di distanza che le navi superiori alle 500 tonnellate dovranno rispettare in prossimità delle aree protette. Dove necessario, l'Autorità marittima potrà variare il nuovo limite per assicurare l'accesso e l'uscita dai porti e per garantire la sicurezza della navigazione.
Nel decreto rotte approntato da Clini e Passera, spiega il Ministero dell'Ambiente, «particolare attenzione viene riservata al Santuario dei cetacei, zona di elevata fragilità ambientale: le navi infatti saranno tenute ad adottare sistemi di ritenuta del carico per garantirne la massima tenuta e stabilità, così da prevenire e impedire perdite accidentali».
«Nella laguna di Venezia, il decreto dispone il divieto di transito nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca per le navi superiori a 40 mila tonnellate. Per San Marco, il divieto scatterà non appena le autorità marittime avranno individuato vie alternative di transito. Inoltre, l'Autorità marittima, sentita l'Autorità portuale, definirà all'interno di tutte le acque lagunari la distanza minima di sicurezza per le navi, sempre sulla base della stazza lorda».