14 agosto 2020
Aggiornato 15:00
Dando seguito alle numerose polemiche degli ultimi giorni

Lobby, si cambia al Senato. Ma i gruppi d'interesse premono su Udp

Arriva il Registro dei lobbisti e sanzioni per chi sgarra. Le associazioni a Schifani: Confrontiamoci su buone regole. Terzo Polo: Primo passo importante. Di Biagio (Fli): Trasparenza sì, liste di proscrizione no

ROMA - Basta sottobraccisti, lobbisti, rappresentanti di interessi di vario titolo e di differenti poteri economici fuori dalle Aule parlamentari e, soprattutto, dalle Commissioni. Almeno a palazzo Madama. Dando seguito alle numerose polemiche degli ultimi giorni, quando i senatori venivano letteralmente travolti da una folla di personaggi interessati allo sviluppo del dl liberalizzazioni, il Consiglio di Presidenza del Senato ha approvato «le linee guida per la redazione di un Regolamento interno della rappresentanza di interessi, al fine di disciplinare i rapporti tra Senatori e portatori di istanze della realtà economica, sociale e culturale alla luce dei principi del pluralismo e della trasparenza».

Arriva il registro dei lobbisti - Insomma, a palazzo Madama sarà istituito un apposito registro, suddiviso per settori di attività, da pubblicare sul sito del Senato, nel quale saranno elencati gli enti e le associazioni che richiedono gli accrediti, con l'indicazione delle persone fisiche abilitate all'accesso. Il Regolamento definirà la disciplina delle presenze dei 'lobbisti' nei giorni di seduta dell'Assemblea e delle Commissioni e l'eventualità di sanzioni per comportamenti ritenuti lesivi del libero esercizio del mandato parlamentare.

Schifani: Mandato ai Questori di regolarne l'accesso al Senato - «Abbiamo dato mandato ai questori perchè individuino momenti e percorsi» dei lobbysti a palazzo Madama «che fanno il loro lavoro, ma che non possono intralciare l'attività parlamentare, come invece è successo in questi giorni». Il presidente del Senato, Renato Schifani, dà seguito alle polemiche per l'eccessiva e rumorosa presenza di lobbisti che a vario titolo hanno frequentato Palazzo Madama durante la discussione in commissione del decreto liberalizzazioni e, insieme all'ufficio di presidenza, ha deciso di limitare l'accesso a questa categoria di lavoratori della politica.
«Questo - ha detto Schifani - per rispondere a un'esigenza di trasparenza del Parlamento da un lato ma anche a un'esigenza di serenità e razionalità dell'attività parlamentare dall'altro». La modifica al regolamento del Senato, ha quindi concluso Schifani, verrà «votata in ufficio di presidenza e saremo abbastanza celeri e tempestivi. Decideremo immediatamente».

Le associazioni a Schifani: Confrontiamoci su buone regole - Beppe Facchetti, Presidente di Assorel, Associazione delle Agenzie di Relazioni Pubbliche aderente a Confindustria ha scritto una lettera al Presidente del Senato Renato Schifani offrendo l«a disponibilità dei professionisti del settore, per trovare finalmente una buona regolamentazione anche in Italia per le legittime attività di relazione con le Istituzioni».

Terzo Polo: Primo passo importante - «Per merito anche del Gruppo Per il Terzo Polo l'Ufficio di Presidenza del Senato oggi discuterà sull'adozione delle linee guida per regolamentare i lobbisti». Lo ha dichiarato il senatore del Terzo Polo Giacinto Russo. «E' un primo passo utile per garantire la trasparenza e la qualità degli atti legislativi. Come Terzo Polo - ha concluso Russo - ritorneremo a breve su questo tema che riteniamo di fondamentale importanza».

Di Biagio (Fli): Trasparenza sì, liste di proscrizione no - «Si fa fatica a immaginare che per dare trasparenza all'attività di lobbying si debbano creare liste di proscrizione, favorendo i soliti cooptati e faccendieri, lasciando fuori i professionisti». Lo ha sottolineato Aldo Di Biagio, deputato Fli, annunciando che «per contrastare questa tendenza antiliberale e fortemente lesiva del diritto al legittimo confronto istituzionale delle realtà economiche e sociali italiane ho presentato un emendamento al DL semplificazioni in discussione a Montecitorio finalizzato all'istituzione di un Registro Pubblico dei portatori di interesse presso la Pubblica Amministrazione e gli Organi Costituzionali, a tutto vantaggio della trasparenza e competenza contro ogni sottobraccismo clientelare che si nasconde amabilmente dietro non pochi colleghi».»