16 ottobre 2019
Aggiornato 02:00

UE, Monti: Grande convergenza con la Spagna

Il Premier vede Rajoy: Riforme per aumentare il potenziale di crescita e l'occupazione. L'Europarlamento è decisivo. Schultz: Molti europei pensano che ci sia poca democrazia. Schifani a Schulz: L'Italia si comporta in maniera responsabile

ROMA - Grande convergenza e sintonia tra Madrid e Roma per quel che riguarda gli obiettivi della Ue: una strategia di riforme che aumenti il potenziale di crescita e di occupazione. Lo hanno sottolineato il Premier Mario Monti e il primo ministro di Spagna Mariano Rajoy, nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell'incontro a palazzo Chigi.
«Con Rajoy ci siamo sentiti al telefono in occasione della sua elezione e poi incontrati in occasione del Consiglio Ue del 30 gennaio - ha ricordato Monti - ma oggi è stata un'occasione per noi significativa per approfondire l'esame dei problemi sia bilaterali sia soprattutto di carattere europeo e internazionale. Abbiamo parlato delle nostre rispettive esperienze nel campo delle riforme per tornare ad avere economie più dinamiche e aumentare il potenziale di crescita e occupazione. Sono molto positivamente impressionato dalla sua riforma del sistema bancario e da quella del mercato del lavoro: provvedimenti cruciali che a nostro avviso vanno nella giusta direzione».
Del resto, ha fatto presente Monti, «abbiamo entrambi promosso un'iniziativa che si è concretizzata in una lettera comune con altri 10 capi di governo a Van Rompuy e Barroso in vista del Consiglio Ue del 1 e 2 marzo che costituirà la base di lavoro per orientare le nostre azioni e speriamo sempre di più quelle della Commissione e del Consiglio nella direzione della crescita, dello sviluppo e dell'occupazione, soprattutto giovanile».

L'Europarlamento decisivo per strategia crescita - L'Europarlamento potrà essere decisivo nel «nuovo cantiere europeo», quello sulla crescita, che «è da vedersi non come antitetico ma come complementare» al fiscal compact. Lo ha sottolineato il premier Mario Monti, nella conferenza stampa congiunta con il presidente dell'assemblea di Strasburgo Martin Schulz.
Dopo l'approvazione del fiscal compact «ci sono passi di completamento, credo definitivo, dell'apparato per la disciplina fiscale, in particolare il two pack che si aggiunge al six pack, e il nuovo cantiere sulla crescita». E quello attuale è un Parlamento Europeo «che riesce ad essere contemporaneamente un fattore di richiamo al metodo comunitario e un fattore di disciplina fiscale, fatto che accresce la sua autorità - rimarca Monti - quando poi chiede anche che ci sia spazio per una maggiore crescita».
Proprio di questo hanno discusso oggi Monti e Schulz, con «una conversazione molto approfondita sulle tematiche del prossimo Consiglio Ue, e quindi sul consolidamento della disciplina di bilancio nella Ue e nell'Eurozona in particolare, e anche e soprattutto su come coniugarla con una maggiore attenzione alla crescita, sia da parte degli Stati membri sia, cosa molto necessaria, a livello complessivo della politica europea».
Per questo «abbiamo discusso i temi più particolari evocati nella lettera che ho firmato con altri 11 capi di governo in vista del prossimo Consiglio, e il presidente Schulz ha manifestato una serie di indicazioni molto utili». Monti ha poi «assicurato il Presidente che per l'Italia lo sviluppo dell'integrazione europea deve consistere sempre di più nel fare leva sul metodo comunitario. In particolare gli ho confermato la nostra convinzione che il problema principale dell'Europa oggi, anche più della crisi finanziaria che speriamo sia in via di superamento, è come conciliare la presa sempre più comune delle decisioni con la democrazia, e che è mia convinzione che il ruolo del Parlamento europeo come unico luogo in cui può esserci un dibattito sulla politica europea condotto dai rappresentanti direttamente eletti dal popolo in modo comunitario e integrato, dovrà essere un luogo che dovrà avere un rilievo sempre maggiore».
Proprio questo rappresenta per Monti l'Europarlamento, ovvero «il luogo istituzionale capace di riconciliare le esigenze di democrazia e integrazione. Alcuni potrebbero avere una riserva mentale e dire che il Parlamento Ue è pur sempre un Parlamento, e i Parlamenti non si sono in questi decenni distinti come fattori di disciplina finanziaria, molte volte sono stati fattore di maggiore spesa e disavanzo». Invece «va anche tenuto presente che il Parlamento europeo ha dato in questi ultimi anni notevole prova di avere aderito ad una visione di disciplina finanziaria, e mi piace ricordare che nel negoziato sul six pack è stato soprattutto il Parlamento a spingere perchè ci fossero dei meccanismi per il monitoraggio e l'enforcement sul rispetto del patto di stabilità che non si prestassero a do ut des e a scambi tra Stati come accadde nel 2003».

Schultz: Molti europei pensano che ci sia poca democrazia - I parlamenti nazionali e quello europeo devono collaborare di più, per rafforzare la democrazia: lo ha detto il presidente dell'Europarlamento Martin Schultz, in un breve incontro con la stampa a Montecitorio insieme al presidente della Camera Gianfranco Fini, al quale ha reso visita accompagnato da una delegazione di eurodeputati italiani. «Sono lieto - ha detto - che dal presidente Fini siano venute proposte comuni da avanzare alla prossima riunione dei presidenti di parlamento verso una maggiore collaborazione fra parlamenti nazionali e Parlamento europeo».
«Se nei prossimi anni - ha aggiunto l'esponente socialdemocratico tedesco - ci riuscirà di far fare alla democrazia un passo concreto grazie alla collaborazione fra i parlamenti sarà un grosso risultato. La gente, molti europei hanno la sensazione che non ci sia abbastanza democrazia in Europa e questo è un bel compito per i parlamenti».

Schifani a Schulz: L'Italia si comporta in maniera responsabile - «Crisi di alcuni Paesi europei, politiche di bilancio dell'Ue, Eurobond, funziona e strategicità del Parlamento europeo che, unitamente ai parlamenti nazionali, rappresentano elementi di raccordo e presenza e momenti di decisione e strategie europee che coinvolgono spesso anche i governi». Di questo hanno parlato il presidente del Senato, Renato Schifani, e il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, al termine dell'incontro di oggi, durato oltre 50 minuti.

Domani il premier irlandese Kenny da Monti a palazzo Chigi - Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, incontrerà, domani 24 febbraio alle ore 9 a Palazzo Chigi, il Primo Ministro d'Irlanda, Enda Kenny. Lo ha reso noto Palazzo Chigi.