18 ottobre 2019
Aggiornato 05:30

Monti: Confermo il pareggio nel 2013, e senza nuova manovra

Il Premier: «Dati UE? Non cambia la politica del Governo per favorire la crescita». Tremonti: Banche UE e BCE hanno adottato «tecnica Sindona». La lettera della BCE all'Italia è stata solo folklore. Schulz: Dai risultati dell'Italia dipende il destino dell'Europa

ROMA - Le previsioni di crescita negativa per l'Italia pubblicate oggi dalla Ue non inficiano gli obiettivi italiani: Mario Monti conferma il pareggio di bilancio nel 2013, e «non sarà necessaria una manovra aggiuntiva». Così come la strategia a favore della crescita «non cambierà» perchè «siamo convinti che la direzione è quella giusta».
Le previsione della Commissione «non sono una sorpresa» ma possono porre «due quesiti». Il primo è: «Occorre una nuova manovra per conseguire gli obiettivi, che confermiamo, del pareggio del bilancio nel 2013? No. Perchè nel pacchetto adottato in dicembre, il Salva-Italia, abbiamo tenuto conto di una previsione molto prudenziale per l'andamento del Pil, perchè in modo molto prudenziale avevamo ipotizzato tassi di interesse che restavano al livello dello scorso novembre, mentre sono considerevolmente scesi, e perchè pur avendo introdotto strumenti vigorosi e che stanno dando risultati per accrescere l'efficacia della lotta all'evasione, non avevamo contabilizzato neppure un euro di questi proventi».
Il secondo quesito è: «Cambierà il governo italiano la propria politica per la crescita? Anche qui la risposta è no. La linea che stiamo seguendo è di interventi strutturali. Già nel decreto di dicembre l'elemento strutturale, oltre alla molto incisiva riforma delle pensioni, è stato lo spostamento di una parte del carico fiscale dai fattori di produzione al patrimonio, e abbiamo particolarmente salvaguardato fiscalmente le esigenze della competitività e della crescita. E puntiamo molto per aumentare il potenziale di crescita su liberalizzazioni e concorrenza. Non vediamo ragioni per iniettare ulteriori elementi per favorire la crescita, siamo convinti che quelli che abbiamo iniziato ad iniettare sono quelli giusti e avranno i loro effetti». E poi «il fatto che nel frattempo scendano i tassi di interesse crea maggiori spazi e sollievo nel bilancio dello Stato e delle imprese».

Tremonti: Banche UE e BCE hanno adottato «tecnica Sindona» - «In questo momento la Bce dà soldi gratis come avvenne con il decreto Sindona all'epoca del salvataggio delle banche italiane. La «tecnica Sindona» è attualmente usata in Europa. Una banca prende i soldi all'1% e li impiega a un tasso molto più alto». Lo ha affermato l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ricordando di essere stato dimesso dal governo Berlusconi nel 2004 per aver «detto cose contro le banche e in particolare contro la Banca d'Italia».
Ospite su Raitre ad Agorà, Tremonti si è levato diversi sassolini dalle scarpe sia rispetto le agenzie di rating che i suoi critici di ieri e di oggi. «Sulle agenzie di rating Monti quando era professore - ha ricordato ad esempio Tremonti - parlava dell'arbitro, quando è andato al Governo e l'hanno degradato ha detto che non contano e sbagliano. Mi sembrano due posizioni molto differenti».
E ancora. «L'accusa sui tagli lineari è stata una delle accuse più ingiuste mai fatte. I soldi recuperati sono stati dati agli ammortizzatori sociali e il fatto che le forze sociali ora lo riconoscano è ragione di qualche soddisfazione. Del resto i ministri potevano fare tagli selettivi, ma solo Maroni ne è stato capace».

Lettera Bce all'Italia è stata solo folklore - «Robetta, folklore». L'ex ministro Pdl dell'Economia Giulio Tremonti definisce così oggi la lettera della Bce all'Italia dell'estate scorsa che sarebbe stata concordata con lo stesso premier Silvio Berlusconi e che è costata agli italiani due manovre da «lacrime e sangue», per dirla con le parole dei governanti di allora.
«La lettera della Bce non l'ho chiesta io, si dice che l'abbia chiesta qualcuno del governo ma quella è robetta e folklore . La guerra dei conti pubblici comincia quando viene degradato il debito americano. In quel momento io decretavo ancora più prudenza mentre qualcun altro diceva che ci voleva coraggio. Il fatto è che la finanza in questo momento sta distruggendo gli Stati e sta eliminando la Democrazia».

Schulz: Dai risultati dell'Italia dipende il destino dell'Europa - «Come politici europei stiamo guardando con grande attenzione a quello che succede in Italia, guardiamo al governo e ai colleghi del Parlamento italiano: dalla capacità dell'Italia di uscire da questa crisi più forte dipenderà anche il destino dell'Europa». Lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, al termine dell'incontro con il presidente del Senato, Renato Schifani.
«L'Italia - ha aggiunto - sta compiendo degli sforzi enormi, che penso di poter dire che sono senza precedenti nel secondo dopoguerra, sforzi che pesano per molte persone e sono molti duri».

Serve maggiore e migliore regolamentazione banche - Il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ritiene necessaria una «migliore e maggiore regolamentazione» del sistema bancario, perchè se le banche comprano titoli di Stato con rendimento del 7% come quelli italiani con denaro prestato dalla Bce a un tasso dell'1% vuol dire che «qualcosa nel sistema non funziona».
Incontrando la stampa al termine dell'incontro con il presidente del Senato, Renato Schifani, Schulz ha raccontato di aver «parlato anche del fatto che c'è la necessità di un forte risanamento dei bilanci in Italia ma se poi l'Italia deve emettere dei titoli di stato con dei tassi d'interesse che viaggiano al 7% mentre il sistema bancario prende in prestito il denaro alla Bce all'1% c'è qualcosa che nel sistema non funziona». Ancora, Schulz e Schifani si sono detti «d'accordo» sul fatto che «il meccanismo europeo di stabilità, che serve a rifinanziare i Paesi in difficoltà, deve essere attuato rapidamente e deve essere ben dotato», ma che «ci deve essere anche una migliore e maggiore regolamentazione del settore bancario».