15 novembre 2019
Aggiornato 06:00
C’è polemica sulle misure per la crisi

La Confcommercio: niente IVA. Visco (PD): si a Ici e patrimoniale

Napolitano: bisogna salvaguardare i giovani. Sangalli: va bene pagare con la carta di credito, ma le banche non devono lucrarci. Visco: la patrimoniale la pagano i vecchi, non i giovani. Galan: l’Italia è in guerra e io sto con Monti

ROMA - «L'aumento dell'Iva non accelera la crescita perché frena ulteriormente i consumi». Ha affermato Carlo sangalli, presidente della Confcommercio. A chi gli chiedeva se la posizione assunta da Confcommercio sull'aumento dell'Iva potesse rompere il fronte delle imprese appartenenti alla «Rete», Sangalli ha così replicato: «Il fronte non si dividerà perché il nostro obiettivo è la crescita».

Confcommercio dice si ai sacrifici se non deprimono la crescita - Confcommercio si dice «disponibile» a confrontarsi con il Governo su provvedimenti «che mettano in sicurezza i conti pubblici». Ma esprime «forte preoccupazione» e «perplessità» verso quei provvedimenti che potrebbero rallentare la crescita, fermando i consumi, come l'aumento dell'Iva. Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine dell'assemblea della CNA.

Carlo Sangalli: le banche non speculino sulla carta di credito - Confcommercio è favorevole a un provvedimento sulla tracciabilità, ma precisa che «contestualmente bisogna abbattere costi e commissioni per consumatori e imprese» perché la tracciabilità «non può diventare un business per le banche», ha precisato Sangalli.

Bisogna abbattere le commissioni delle banche - «Sì alla tracciabilità - ha detto Sangalli - ma bisogna vedere la soglia che può consentire di recuperare e contrastare l'evasione. Bisogna contestualmente abbattere costi e commissioni e metterci tutti intorno a un tavolo, discutere per trovare questa misura giusta. Bisogna incentivare la moneta elettronica, ma la tracciabilità non può diventare un business per le banche».

Vincenzo Visco (Pd): la patrimoniale è giusta, la pagano i vecchi - L'ex ministro dell'Economia Pd Vincenzo Visco considera come prima e migliore misura anticrisi «un'imposta ordinaria proporzionale come l'Ici» che «risulta progressiva rispetto al reddito» e «incide più sui ricchi che sui poveri». «Io - ha sottolineato Visco - sono favorevole all'Ici» a cui può accompagnarsi «una patrimoniale sulle grandi fortune aggiuntiva» che «ha un valore più simbolico effettivo in fatto di gettito», tanto più che «se si tocca il capitale finanziario si hanno effetti sulla produzione, cosa che non accade nel caso degli immobili».

Le tasse lineari di Tremonti peggio di Ici e patrimoniale - «Qui - ha detto Visco, intervistato dall'Unità - bisogna decidersi: i soldi servono o non servono? Se servono, meglio prenderli da un'imposta sugli immobili che con il taglio lineare delle detrazioni fiscali e dell'assistenza. La gente ora protesta contro l'Ici, solo perché non ha ancora visto le tasse che ha messo Tremonti. E io spero che non le veda mai». Ma in ogni caso «è davvero stravagante che ci sia un sindacato che dice di no all'Ici invocando una patrimoniale, com'è appunto l'Ici, e un altro che chiede l'Iva, ché è quanto di meno progressivo esista. Robe mai viste».

I giovani difficilmente detengono patrimoni - In ogni caso «una patrimoniale - ha ricordato Visco - la paga chi ha un patrimonio, quindi tendenzialmente i più ricchi. I poveri hanno case che valgono meno, dunque pagheranno meno se il prelievo è commisurato ai valori di mercato. Si può prevedere un'esenzione parziale sulla prima casa differenziata per Comune, fino al 30-40% del valore medio degli immobili di quella città. Infine, fattore per nulla secondario nel nostro Paese, un'imposta sul patrimonio la pagano più i vecchi che i giovani, i quali difficilmente detengono patrimoni«

Napolitano: salvaguardiamo le nuove generazioni - In un momento come quello attuale «caratterizzato da sfide difficili che impongono una comune assunzione di responsabilità» occorre «riaffermare le ragioni di una più forte coesione sociale indispensabile per attuare le riforme strutturali necessarie alla crescita del Paese e per offrire nuove e più sicure prospettive alle nuove generazioni».
Questo il messaggio che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla assemblea annuale della Cna, la confederazione dell'artigianato e della piccola e media impresa.

Giancarlo Galan: siamo in guerra, appoggio Monti - «Sono qui non perché abbiamo perso le elezioni, ma perché siamo in tempo di guerra e in tempo di guerra bisogna appoggiare con responsabilità Monti, e sono l'uomo più felice della terra se riesce laddove noi non siamo stati in grado Dobbiamo appoggiare tutti con responsabilità questo tentativo con la speranza che riesca». Lo ha affermato, fra l'altro, l'ex ministro e Governatore veneto Pdl Giancarlo Galan, ospite ad Agorà su Rai Tre.

Ora Francia e Germania avranno poco da fare sorrisetti - Quanto al trilaterale odierno a Strasburgo Merkel-Monti-Sarkozy «non è - ha detto Galan - un incontro decisivo. Ma Monti ha un vantaggio perché ha un consenso ampio da noi e poi perché la Merkel e Sarkozy sono in questo momento in grande difficoltà. Ci sarebbe da dire che gli sta bene, almeno non fanno i sorrisetti stupidi a danno dell'Italia».