Ferrara: In azione un plotone d'esecuzione contro Berlusconi
Il Direttore del Foglio: «Da Tremonti a Napolitano fuoco incrociato, gioco sporco sulla crisi». Parenzo (Telelombardia): Forse Ferrara da noi come Santoro
ROMA - «Nella notte si stabilirà la verità. O un decreto o la va o la spacca e una rivolta politica aperta del capo del governo contro le briglie anticostituzionali che gli mettono addosso, ma il Cav. forse non è il tipo, o la minacciosa agonia negoziale del berlusconismo. A questo punto con tempi ravvicinati e particolare noncuranza verso l'interesse e il bene comune». Giuliano Ferrara, titola l'editoriale di domani del Foglio «Fucilate il soldato Berlusconi: La resurrezione del Cav. dura 24 ore, poi il plotone apre il fuoco».
Il capo del Governo si ritrova sotto assedio a palazzo Chigi - «Mentre scriviamo, alle nove di sera - si legge - il capo del governo si ritrova sotto assedio a palazzo Chigi. Il suo ministro dell'Economia è contro il decreto. Il capo dello stato è contro il decreto. Le motivazioni di Tremonti sono ciniche e politiciste. Quelle di Napolitano risentono del suo ruolo arbitrale: le opposizioni gridano all'emergenza e all'interesse del paese, ma lavorano in realtà solo per abbattere Berlusconi, e vogliono a tutti i costi impedirgli di decidere, di presentarsi al G20 con una linea d'azione e cose fatte, promulgate, che risollevino il valore di azioni e titoli pubblici italiani».
«E' un gioco sporco - attacca Ferrara - sulla crisi finanziaria, dopo quello degli origliamenti, totalmente incurante dell'interesse del paese. Il Popolo delle libertà è in crisi, spingere per nuovi negoziati in vista di un maxiemendamento alla legge di stabilità, verso la data del 15 novembre, equivale a procurarsi lo spazio di manovra per lo smottamento del mondo berlusconiano, fondato su un mandato elettorale maggioritario tradito da molti furbetti del quartierino proporzionalista, per varare soluzioni emergenzialiste e condurre a una fine ingloriosa un lungo ciclo politico, impedirgli di realizzare quanto promesso negli anni».
Parenzo (Telelombardia): Forse Ferrara da noi come Santoro - Giuliano Ferrara potrebbe presto imitare Michele Santoro nella sua scelta di realizzare un programma da trasmettere su scala nazionale senza passare dai grandi network generalisti. Lo ha rivelato Sandro Parenzo, presidente del gruppo Mediapason (Telelombardia), durante la presentazione del programma Servizio pubblico dell'ex conduttore di Annozero che andrà in onda da domani proprio su una cordata di canali «territoriali» guidati da Telelombardia, su Sky e sul Web. «Con Ferrara ci siamo sentiti stamani e mi ha detto Quando avrò finito con Radio Londra, se mi date spazio, vengo ben volentieri anche io. Mi ha dato un segnale molto forte di interesse. Del resto anche Santoro aveva un contratto lungo» con la Rai e soprattutto «ha senso del divertimento», ha riferito sibillino Parenzo.
Editore dell'operazione Santoro sarà la Zero studios, società del conduttore nella quale, attraverso un aumento di capitale, sono entrati lo stesso Parenzo con la sua azienda di produzione romana Videa. Tra i soci c'è anche l'editore di Il Fatto Quotidiano. «Il problema dell'informazione televisiva italiana - ha aggiunto Parenzo - è di professionalità, non ideologico. Che si tratti di Santoro o di Ferrara diamo di nuovo al telespettatore ciò che gli è stato sottratto. Lo feci già tanti anni fa con Gianfranco Funari con numeri impressionanti e i tempi erano molto diversi. E' un referendum sulla tv così com'è oggi».
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