28 gennaio 2020
Aggiornato 03:00
Garimberti: «Il Direttore del TG1 deve imparare a tacere»

RAI, Gasparri: «Minzolini? Zavoli e Garimberti travalicano il loro ruolo»

Il Senatore del PDL: «Su Minzolini polemica politica da rispedire al mittente». Romano: «Paradossale imporre a un Direttore di Tg di tacere». Rizzo Nervo: Garimberti proponga al cda «basta Minzolini». Butti: «Repubblica copia il Tg1»

ROMA - «Con tutto il rispetto per il presidente Zavoli, mi sembra che abbia travalicato il suo ruolo con le affermazioni fatte in Commissione di Vigilanza in riferimento al Tg1. Lo stesso credo stia facendo il Presidente della Rai Garimberti». Lo ha dichiarato in una nota il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. A suo giudizio «entrambi non hanno sollevato alcuna critica, invece, quando abbiamo assistito ad altri autentici episodi di faziosità e di disinformazione».
«Peraltro, come ben sa il Presidente Zavoli, anche in Vigilanza - ha aggiunto Gasparri - gli ho rappresentato che ci sono direttori, i quali conducendo i loro Tg, realizzano un editoriale permanente pieno di punte faziosità nei confronti delle tesi politiche a loro non gradite. Siamo quindi di fronte ad una polemica politica, e come tale va respinta al mittente».

Garimberti: «Minzolini deve imparare a tacere» - «Ho trovato le parole di Minzolini nei confronti del presidente Zavoli inaccettabili. Minzolini deve imparare a tacere quando è il momento. Non si attaccano le istituzioni». Dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, è arrivato il richiamo al direttore del Tg1. Garimberti ha parlato a margine del Prix Italia, in corso a Torino.
«Chiunque», al di là del fatto che lavori in Rai o meno, «deve rispettare le istituzioni. Zavoli è il presidente della Commissione di Vigilanza, è stato presidente della Rai, è stato e resta un grande giornalista», ha aggiunto Garimberti, tornando sulle parole di Minzolini che ieri lo ha definito un «presidente di parte». Parole «inaccettabili», ha ripetuto il presidente della Rai, aggiungendo: «Questo problema della forma lo porrò nei luoghi opportuni».

«Il problema del Tg1 sono gli ascolti, non nascondiamoci» - Sul Tg1 «il direttore generale della Rai, in Commissione Vigilanza ieri, ha detto cose che io condivido completamente. Ha detto che il problema esiste ed è un problema di contenuti e ascolti».
«Inutile nascondersi dietro ad un dito: il problema degli ascolti c'è e se la gente va via qualche motivo ci sarà - ha rincarato la dose Garimberti -. E' inutile nascondersi dietro un dito ed è inutile che Minzolini continui a sfidare tutto e tutti, facendosi poi scudo con alcune dichiarazioni dei politici, che appena lui viene criticato, immediatamente, dichiarano a suo favore. Questo è un sistema ormai collaudato, di cui non mi importa nulla».
«Come presidente della Rai - ha concluso - ho il diritto e soprattutto il dovere di dire quando le cose non vanno. Non saranno certo alcuni politici, abituati a dichiarare a gettone, che mi fermeranno».

Cicchitto: «Sopra le righe chiedere a Minzolini di tacere» - «Sarebbe bene che in Rai il dibattito tornasse a riguardare il futuro ed il ruolo di servizio pubblico dell'azienda, la qualità della informazione, le risorse e la valorizzazione dei curricula. Assistiamo invece a troppi attacchi al direttore del Tg1 che hanno evidenti risvolti para-politici.
La richiesta di tacere è davvero sopra le righe». Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

Romano: «Paradossale imporre a un Direttore di Tg di tacere» - «Imporre a un direttore di telegiornale o di giornale o a un qualsiasi giornalista di tacere è davvero paradossale, così come è illiberale intimarlo a qualsiasi cittadino. La libertà di espressione è sancita dalla Costituzione. Sarebbe bene che la Rai badasse alla qualità del servizio pubblico e al proprio futuro anzichè perdersi in attacchi politici totalmente fuori contesto». Lo dice Saverio Romano del Pid, ministro per le Politiche Agricole, a proposito delle dichiarazioni del presidente della Rai Paolo Garimberti sul direttore del Tg1 Minzolini.

Rizzo Nervo: Garimberti proponga al cda «basta Minzolini» - «Ieri il direttore generale ha detto in Commissione parlamentare di vigilanza cose che non le ho mai sentito dire in Consiglio di amministrazione ogni qualvolta è stato sollevato il caso del Tg1. Ne prendo atto con soddisfazione, ma ricordo al direttore generale che le decisioni si prendono in consiglio e, quindi, sarebbe importante conoscere soprattutto in quella sede quali sono le sue valutazioni». Lo afferma il consigliere di amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo, che sottolinea «la crisi di ascolti, di autorevolezza e di indipendenza della testata è da tempo sotto gli occhi di tutti e chi sino ad oggi lo ha sostenuto e ha continuato a sostenerlo si assume una grave responsabilità aziendale».
«Il Consiglio di amministrazione della Rai, per legge e statuto, può inoltre assumere decisioni - prosegue - solo su proposta del direttore generale. Se è vero pertanto, come ha detto ieri in Vigilanza la dottoressa Lei, che 'basta a Minzolini' non lo può dire solo il direttore generale ma lo devono dire anche i consiglieri, questi ultimi nulla potranno, però, mai dire, se non sarà il direttore generale a proporlo. Rammento, infine, che una decisione del Cda per essere valida ha bisogno della maggioranza dei voti dei presenti e non di un 'coro' unanime, come hanno dimostrato del resto anche recenti delibere».

Butti: «Repubblica copia il Tg1, Minzolini fa suo dovere» - «Ieri il Tg1 ha riferito degli intrecci tra il sistema tangenti di Sesto San Giovanni e le indagini della procura di Bari. Oggi il quotidiano la Repubblica dedica un'intera pagina allo stesso argomento e alle notizie riferite ventiquattro ore prima dal Tg1. Si vede che il Tg1 ha fatto del buon giornalismo. Sono curioso di verificare se il Tg3 questa sera si occuperà dell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sulle primarie del Pd per le quali - secondo i magistrati - potrebbe esserci stata la mano dei clan». Lo dichiara Alessio Butti, capogruppo Pdl in Vigilanza Rai.
«Fa bene il presidente della Rai Garimberti a porre il tema della qualità dell'informazione in Rai e dell'omissione delle notizie. Il servizio pubblico prima di altri ha il dovere della verità. Ma sia onesto con se stesso e con l'opinione pubblica. Come ho avuto modo di affermare ieri sera in Commissione di Vigilanza Rai, se c'è un problema di faziosità e di notizie taciute questo riguarda il Tg3. Non una parola sulla trattativa Stato mafia, poche scarne notizie sul caso Penati, nulla sui falsi pentiti, nulla sulle inchieste a carico dei deputati siciliani del Pd», osserva.

Merlo: «Serve intervento sul Tg1» - «Il Presidente Zavoli e il Direttore generale Lei seppur con linguaggi diversi, hanno evidenziato chiaramente in Vigilanza che esiste oggi in Rai un problema targato Tg1. E' inutile nasconderlo o fingere che il problema non esiste. Di fronte ad un preoccupante calo di ascolti, l'azienda ha il dovere e il diritto di intervenire. E' questo senza alcuna polemica e senza accanimento». Lo ha dichiarato Giorgio Merlo, vicepresidente Pd della commissione di Vigilanza Rai.

La replica di Butti: «Merlo faccia sforzo di coerenza e parli del Tg3» - «Merlo fa finta di non capire. E' vero esiste in Rai un problema di credibilità del servizio pubblico e questo è determinato dal Tg3 che ormai si è ridotto ad una velina della sinistra e delle Procure anti-Cav. E tutto questo mentre il centrosinistra, e l'onorevole Merlo in testa, cercano di distrarre l'attenzione sparando quotidianamente sul Tg1 e sul suo direttore Minzolini».
«Alla sinistra piacciono i Tg solo quando sono loro a scegliere le notizie. Si rassegni Merlo e piuttosto proprio se vuole contribuire alla qualità del servizio pubblico faccia uno sforzo di coerenza partendo proprio dal Tg3 dove la correttezza del diritto di informazione è sempre più una chimera», conclude.

La controreplica di Merlo: «Il calo di ascolti del Tg1 non c'entra con il Tg3» - «Vorrei dire al senatore Butti che il calo di ascolti del tg1 non lo si nasconde attaccando frontalmente il tg3. Del resto, cosa c'entra il tema sollevato in vigilanza dal presidente Zavoli, raccolto dal Direttore generale e fatto proprio da molti parlamentari con il direttore del tg3? Non c'è cosa peggiore di fare di tutta l'erba un fascio. Non si affrontano i temi sul tappeto e, nello specifico, si rischia di contribuire ad indebolire ulteriormente la credibilità del servizio pubblico».