28 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
La crisi del debito

Sulla stampa estera gli ultimatum di S&P's e Marcegaglia

E l'economia spazza via le inchieste di Napoli e Bari

ROMA - I nuovi avvertimenti al governo Berlusconi da parte di Standard & Poor's e di Confindustria, nel bel mezzo della crisi economica che sta travolgendo l'Italia, attirano l'attenzione della stampa internazionale. La reazione del presidente del Consiglio al declassamento da parte dell'agenzia di rating campeggia in homepage sul sito della CNN. «Berlusconi spara contro il downgrade dell'Italia» sostenendo che le valutazioni di S&P's - riporta fedelmente l'emittente Usa, «sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche».

Anche sull'edizione online di BBC News c'è un'ampia pagina dedicata all'economia italiana e ai «timori (degli industriali, ndr) di diventare lo zimbello internazionale». Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, si legge sul sito di informazione britannico, «il declassamento del suo paese da parte della più importante agenzia di rating americana è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso».

«Un'Italia senza riforme paga con il downgrade» scrive Guy Dinmore sul FINANCIAL TIMES, aggiungendo che nel giudizio di S&P's sul merito di credito sovrano della «terza principale economia dell'eurozona», l'agenzia ha sottolineato che il 'fragile' governo di centrodestra ha dimostrato di non essere all'altezza della situazione. Anche il quotidiano economico-finanziario francese LES ECHOS, annota che «Berlusconi si è infuriato per il downgrade dell'Italia» denunciando una «manipolazione da parte dei media». «Da parte sua, Tremonti - prosegue il giornale d'Oltralpe - ha annunciato un piano decennale di grandi opere».

Per il connazionale OUEST FRANCE - diffusissimo quotidiano regionale - l'Italia vive ormai in uno stato di «coma berlusconiano» in cui «un governo sopravvive a se stesso, incapace sia di provocare una reale crisi parlamentare che di avviare la benché minima riforma. Incapace, insomma, di far fronte alla più grave crisi economica del dopoguerra». Su questo giudizio, secondo il giornale francese, «sindacati e industriali hanno giudizi convergenti».

Lo spagnolo EL PAIS, lapidario sull'«aggravarsi della crisi» insiste sul giudizio di S&P's e sulla risposta di Berlusconi. «L'agenzia di rating - scrive il quotidiano - mette in dubbio la capacità dell'esecutivo di affrontare la crisi». Per il quotidiano svizzero LE TEMPS, «l'Italia paga il prezzo degli errori del suo premier: crollato al 24% degli indici di gradimento e politicamente paralizzato, Silvio Berlusconi - osserva Le Temps - si rifiuta categoricamente di prendere in considerazione l'ipotesi di dimissioni prima della fine di legislatura nel 2013».

L'economia sembra, insomma, aver spazzato via ogni tentazione di cronaca (e gossip) sul materiale delle intercettazioni a sfondo erotico riguardanti il premier, relative alle inchieste di Napoli e Bari. Anche se sul canadese TORONTO STAR, l'editorialista Rosie DiManno fa notare che «negli ultimi giorni, i quotidiani di tutto il mondo hanno pubblicato le foto di Silvio Berlusconi e Dominique Strauss-Kahn sulla stessa pagina, nelle sezioni di politica estera. Mentre alla fine questi due personaggi hanno soltanto un più banale comune denominatore: il sesso».