5 aprile 2020
Aggiornato 15:00
Propaganda e paura

Scajola, Alemanno, transfughi: il Pdl teme per la maggioranza

Nel caso Milanese si pensa di usare il voto con un dito solo come fece il Pd per Papa

ROMA - Propaganda e paura. Il Pdl si prepara al voto su Marco Milanese e teme che i numeri della Camera, se sfavorevoli, possano rappresentare il preludio di maggioranze diverse capaci di fare a meno di Silvio Berlusconi. Per questo Fabrizio Cicchitto e lo stato maggiore pidiellino stanno valutando la possibilità di utilizzare per il voto segreto sull'ex braccio destro di Giulio Tremonti il 'metodo anti-franchi tiratori' scelto dal Pd per il voto su Alfonso Papa: i deputati dovranno votare con il dito che permette di schiacciare solo il tasto che boccia l'arresto di Milanese.

Schermaglie, tattiche parlamentari e, forse, il tentativo di mettere pressione a chi pensa di utilizzare Milanese come casus belli. Però si registrano diversi elementi che servono a descrivere un clima. Il primo è l'assenza di Claudio Scajola, da giorni in stretto contatto con l'Udc e il resto del Terzo polo, nel voto parlamentare che ha sancito le sconfitta della maggioranza alla Camera. Gli stessi scajoliani avevano votato solo alla seconda chiama l'ultima fiducia, la scorsa settimana a Montecitorio.

Ma non basta. Sembra che l'intera pattuglia scajoliana, assieme ad alcuni forzisti della prima ora, e con uomini di area Cl, stia valutando se uscire allo scoperto e chiedere al premier un passo indietro. Gianni Alemanno, dal canto suo, è ormai in stretto contatto con Gianfranco Fini e in diversi colloqui con i suoi parlamentari ha spiegato di voler attendere l'esito del voto su Milanese per decidere se affrontare di nuovo, pubblicamente e con maggiore decisione, il problema della leadership del 2013. Venerdì, in apertura della tre giorni romana, il sindaco di Roma potrebbe chiedere formalmente al premier di dichiarare pubblicamente che alle prossime Politiche non si ricandiderà e che il candidato a Palazzo Chigi sarà scelto dalle Primarie.

Siccome a Montecitorio servono otto-dieci parlamentari per mandare sotto la maggioranza, le opposizioni si muovono. Oggi, ad esempio, è trapelato che Gerardo Soglia, Pdl salernitano in 'prestito' ai Responsabili, avrebbe deciso di lasciare la maggioranza e passare con Fli. Lui, interpellato, si limita a dire «non confermo e non smentisco». Ma è ormai evidente a molti che la partita si tornerà a giocare anche con il pallottoliere. A partire dal voto su Milanese.

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