5 aprile 2020
Aggiornato 16:00
La coalizione su Milanese ha perso qualche pezzo

Berlusconi dopo il voto: «Solo sette voti di maggioranza»

Ma il presidente del Consiglio incita i suoi: «Andiamo avanti così». Bossi smentisce patti sul governo fino a gennaio: «Oggi è andato avanti». Ghedini consegna ai magistrati di Roma in attesa degli atti da Napoli. Il vaticano precisa le parole pronunciate dal Papa in mattinata: «Parlando di recupero dell’etica il Papa intendeva riferirsi anche ai casi personali»

ROMA - Il commento fatto dal premier nel momento in cui il presidente Fini ha letto il risultato e svelato che i sì erano stati 312 e i no 305, lascia trasparire una certa perplessità.
«Ma sono solo sette voti...», ha detto infatti il presidente del Consiglio come si legge dal labiale in un video della seduta pubblicato su Repubblica.it.
Ma all'uscita dall'Aula, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è limitato a dirsi soddisfatto per il voto della Camera che ha salvato il deputato del Pdl, Marco Milanese, dall'arresto.

Bossi: il governo fino a gennaio?: «Oggi è andato avanti» - Il governo andrà avanti solo fino a gennaio? «Oggi è andato avanti...». Così Umberto Bossi, leader della Lega. Che sulle ricostruzioni apparse oggi sulla stampa circa l'incontro di ieri con Berlusconi, ovvero della disponibilità del premier alle dimissioni se Bossi le avesse pretese, replica: «Ieri Berlusconi non mi ha chiesto niente».

Berlusconi: «Con Bossi siamo amici fraterni» - Con Umberto Bossi siamo amici fraterni, c'è l'accordo e l'asse Pdl-Lega tiene. Lo avrebbe detto il Premier Silvio Berlusconi conversando con alcuni deputati in Aula alla Camera dopo il voto su Marco Milanese. Premier ai suoi, rincuorato per esito nonostante voto segreto.

Andiamo avanti con questo esecutivo - La maggioranza c'è, è solida, lo dimostra il voto di oggi su Milanese, salvato dall'Aula di Montecitorio. Lo avrebbe detto Silvio Berlusconi parlando con alcuni deputati in Aula al termine delle votazioni. Il Premier si sarebbe detto rincuorato dall'esito, soprattutto perché c'era il voto segreto.

Ghedini: «Memoriale del Premier per i giudici romani» - Il difensore del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, l'avvocato Nicolò Ghedini, ha incontrato oggi il procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara. Il penalista che è anche parlamentare del Pdl ha consegnato al magistrato copia di alcuni documenti relativi all'inchiesta dei pm di Napoli su una presunta estorsione ai danni del premier.

Il cavaliere non ha subito alcun ricatto - Tra gli atti depositati anche il 'memoriale' in cui Berlusconi ha spiegato ai pubblici ministeri del capoluogo campano di non aver subito alcun ricatto e che i versamenti in denaro a favore dell'imprenditore pugliese Giampiero Tarantini erano motivati dal fatto che questo era in una «situazione gravissima». Gli inquirenti della Capitale, che stanno attendendo l'intero incartamento da parte dei colleghi partenopei, una volta ricevuto il fascicolo hanno venti giorni di tempo per chiedere la reiterazione delle misure cautelari per gli indagati.

Il Premier: basta con le intercettazioni - Una «barbarie». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, conversando con alcuni parlamentari ha definito la pubblicazione delle intercettazioni sui giornali.
Per questo il premier ha ribadito che la legge per limitarle va fatta al più presto. «Così - avrebbe detto - non si può andare avanti».

Stanno facendomi passare per quello che non sono - «Stanno cercando di farmi passare - avrebbe aggiunto il Cavaliere - per quello che non sono. E il problema è che poi queste cose vengono diffuse anche all'estero e alla fine non fanno solo un danno personale a me ma a tutto il Paese».

Padre Lombardi: «Il recupero dell’etica riguarda anche i comportamenti individuali» - Quando il Papa fa appello ad un «rinnovamento etico» dell'Italia, come ha scritto nel messaggio inviato oggi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prima di partire per la Germania, si riferisce ad una «serie di problemi» che ci sono nel nostro paese tra i quali i «comportamenti personali»: lo ha precisato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, rispondendo ad una domanda dei giornalisti che chiedevano se quel passaggio fosse riferito al premier Silvio Berlusconi.

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