20 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Rivolta in Libia

Frattini: «Giustizia e corte dell'Aja unica strada per Gheddafi»

Per esilio o salvacondotto «siamo fuori tempo massimo»

ROMA - Per un esilio o un salvacondotto di Muammar Gheddafi «siamo fuori tempo massimo», per il colonnello libico la sola strada è «ormai quella della giustizia e della Corte penale internazionale». Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, in un'intervista rilasciata a Sky Tg24 sugli ultimi sviluppi in Libia.

«Avevamo fatto molte volte in modo più o meno esplicito» offerte al rais, ha spiegato il capo della diplomazia italiana, «Siamo fuori tempo massimo, ormai l'unica strada è quella della giustizia e della Corte penale internazionale». Fino a due o tre mesi fa, ha proseguito Frattini, «l'idea di un possibile salvacondotto, di una soluzione di mediazione l'avremmo anche potuta valutare. Ma a questo punto se lui continuasse a incitare alla battaglia i suoi fedeli, (...) avrebbe sulle spalle l'ennesimo bagno di sangue. Il tempo orami è scaduto, non ci sono alternative alla resa. Come si fa nei Paesi civili, lo consegnermo alla giustizia». Quanto a Saif al Islam, uno dei figli di Gheddafi del quale è stato confermato l'arresto, il titolare della Farnesina si augura che «venga rapidamente portato all'Aja per essere processato secondo le regole dello stato di diritto».

Per quanto riguarda gli italiani in Libia, il ministro degli Esteri ha ricordato come fossero stati sgomberati «nei primissimi giorni, all'inizio della crisi». Siamo a conoscenza, ha concluso Frattini, «che non ci sono italiani in pericolo» e gli esponenti del Consiglio nazionale di transizione «ci avvertirebbero ove fosse necessario».