Per il Governo Libia, nucleare e rimpasto
Libia: domani parte la discussione in Parlamento. Nucleare: il governo propone una moratoria di un anno. Rimpasto: Pionati chiede di fare presto
ROMA - La Maggioranza è stata battuta in Aula al Senato su un emendamento al ddl che stabilisce le norme sulla contabilità pubblica alla luce delle nuove regole fissate dall'Ue. La proposta di modifica dell'Udc impone il limite massimo del 30 gennaio per la presentazione alle Camere dei ddl collegati alla finanziaria.
PIONATI: E’ NELL’INTERESSE DEL PREMIER FARE IL RIMPASTO - Il problema, come al solito, è nelle mani del presidente del Consiglio che ne deve stabilire tempi e modi». Lo ha detto Francesco Pionati, segretario nazionale dell'Alleanza di Centro e portavoce del gruppo di 'Iniziativa Responsabile', a proposito del rimpasto di governo.
«È palese - ha aggiunto Pionati - che il Governo per funzionare al meglio deve riempire i vuoti. Né in Francia né Germania né in Gran Bretagna ci sono tanti posti liberi nell'esecutivo. Importante, ad esempio, proprio perché si cerca di investire l'Europa di un ruolo crescente, riempire la casella del Ministero delle Politiche Comunitarie».
«Fare presto - ha concluso - non è un nostro problema ma interesse del premier».
NUCLEARE: IL GOVERNO PROPONE DI FERMARE IL PROGETTO PRO ATOMO PER UN ANNO - Un anno di moratoria prima di pensare alla costruzione di centrali nucleari in Italia. Alla vigilia del Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto discutere della localizzazione dei siti il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha annunciato l'inversione di rotta del governo che ha optato per una 'pausa di riflessione'. Che però non varrà per la definizione della geografia dei siti di stoccaggio delle scorie. Su questo si dovrebbe andare avanti.
ROMANI: MA VA VANTI LA SCELTA DEI SITI PER LE SCORIE - «La nostra volontà - ha aggiunto Romani - è di portare al Consiglio dei ministri quella parte del correttivo che riguarda il deposito nazionale per lo stoccaggio delle scorie perché si tratta di un grande tema di sicurezza». La moratoria, così, inciderà su tutto tranne che sulle scorie per le quali l'Italia ha un obbligo da rispettare dettato dall'Unione europea.
DI PIETRO: LA MORATORA E’ UN TRUCCO DEL GOVERNO PER FERMARE IL REFERENDUM - Tra i primi a reagire il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro che è il promotore del referendum sul nucleare. Per l'ex pm si tratta di un «raggiro» bell'e buono perchè, ha spiegato, «non può esserci moratoria che tenga e che possa fermare il referendum: o il governo cancella la norma che consente la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano o la mantiene. Ma la moratoria di un anno è un chiaro raggiro che serve a scavallare la data del referendum».
IL PD: NON SERVE LA MORATORIA, MA UN PIANO ENERGETICO - Scettico anche il Partito democratico per il quale «più che una moratoria serve un vero piano energetico nazionale per sviluppare le energie rinnovabili». Per i senatori democratici «rinviare di un anno le decisioni sul nucleare senza sospendere le norme in via di approvazione è un modo furbo di dissimulare il dietrofront del governo. L'atomo in Italia non tornerà, ma per evitare brutte figure è meglio non dirlo».
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