23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Manca l'ok del Colle all'odg

Intercettazioni, slitta il parere del Csm sul ddl

Mancino: «Possiamo affrontare soltanto pratiche gestionali»

ROMA - Manca l'assenso del Quirinale all'ordine del giorno aggiunto e quindi la discussione sul nuovo parere al ddl intercettazioni, che il plenum del Csm avrebbe dovuto affrontare stamattina, slitta. Con ogni probabilità, però, non sarà questo plenum ad affrontarla: il vicepresidente Nicola Mancino, aprendo la seduta ha infatti spiegato che sarebbe «meglio usare la ragione e dato che l'iter di questa legge suggerisce di dare il parere non ora ma nel passaggio tra Camera e Senato» lasciare l'incombenza alla prossima consiliatura. Per affrontare questi argomenti in plenum «c'è bisogno dell'assenso del capo dello Stato». Oggi questo assenso non è arrivato perchè il Quirinale non ha avuto il tempo necessario per valutare l'odg.

«Preferirei - ha detto Mancino - che non ci fosse una decisione formale di mancato assenso». Insomma, a ben leggere nelle pieghe della discussione di stamattina, non ci sarebbe l'opportunità politica, in un periodo di 'intense trattative' sul ddl intercettazioni per un parere che è l'ennesima stroncatura della legge da parte dei magistrati. Per questa ragione Mancino ha quindi suggerito che l'attuale plenum si occupi solo di pratiche gestionali e «non affronti impegni che hanno influenza sul futuro».

Oltre al parere sul ddl intercettazioni, quindi, il Csm potrebbe non affrontare anche le modifiche alla circolare che regola gli incarichi extragiudiziali dei magistrati e quella sull'organizzazione delle Dda. In merito, è insorto il consigliere di Md Livio Pepino: «Non mi sento un consigliere dimezzato - ha detto - e ritengo che questo plenum possa portare avanti il suo lavoro fino alla fine nella sua completezza».