14 giugno 2024
Aggiornato 10:30
Lettera al Corriere della Sera

La Bongiorno difende la Consulta: non ha finalità politiche

Per il Presidente della Commissione Giustizia della Camera «Andreotti vittima innocente che ha sempre creduto nella Giustizia»

ROMA - «Le decisioni della Corte Costituzionale non hanno finalità politiche». Giulia Bongiorno, Presidente Pdl della Commissione Giustizia della Camera molto vicina a Gianfranco Fini, nonché a lungo avvocato difensore di Giulio Andreotti, prende carta e penna e firma una lettera sul Corriere della Sera per difendere la Corte Costituzionale e, più in generale, le Istituzioni di garanzia, oggetto dell'attacco venuto dal Premier Silvio Berlusconi.

«FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI» - «Personalmente - premette la Bongiorno - aspiro ad un sistema giudiziario in cui ciascun magistrato sia sempre all'altezza di quella funzione. Essere costretta a prendere atto che non sempre è così mi turba moltissimo in questo contesto posso umanamente comprendere molte delle cose che dice Berlusconi». Ma «fatte queste premesse, rimane immutata la necessità di porre fiducia nelle Istituzioni. Fiducia piena e autentica da parte di tutti inclusi coloro che le Istituzioni rappresentano. Ricordo a tutti le parole di Andreotti: credo nella giustizia. Vorrei che queste parole diventassero il motivo propulsore delle nostre spinte riformatrici. Credere sempre e comunque nella giustizia è l'unico modo per cambiarla».

IL RUOLO DELLA CONSULTA - «Chi come me continua nonostante tutto a credere fermamente nella Giustizia - afferma ancora la parlamentare-avvocato - non può pensare che le decisioni dei giudici siano ispirate da finalità politiche ovvero dalla volontà di favorire o danneggiare qualcuno anche se sa che le sentenze, hanno spesso valenza politica. Pensiamo ai temi come l'ambiente o l'aborto che possono avere ripercussioni sulla vita del Paese. Ma è una cosa diversa dal ritenere che la Corte persegua attraverso le sentenze, obiettivi politici di parte e non invece, il mero controllo di legittimità delle leggi secondo il compito affidatole dalla Costituzione».