23 aprile 2024
Aggiornato 01:30

Sisma Abruzzo, Bagnasco: In autunno sistemazione adeguata a tutti

«Bene risposta politica emergenza, ora assicuri piani ricostruzione»

Città del Vaticano - Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, esprime apprezzamento perchè, di fronte alla tragedia del terremoto che ha colpito l'Abruzzo, la politica «si è subito attivata attraverso le iniziative di prima emergenza» e «dovrà ora curare che per l'inizio dell'autunno tutte le famiglie abbiano una sistemazione adeguata». Il porporato, nel suo intervento di apertura alla 59esima Assemblea generale dei vescovi, in Vaticano, ha dedicato un ampio paragrafo al sisma che ha messo in ginocchio l'Abruzzo.

«La politica, che con generale apprezzamento si è subito attivata attraverso le iniziative di prima emergenza, dovrà ora curare che per l'inizio dell'autunno tutte le famiglie abbiano una sistemazione adeguata. Nello stesso tempo - prosegue Bagnasco - dovrà assicurare l'avvio di quei piani di ricostruzione che solo se contingentati negli obiettivi e nei tempi daranno alle comunità sotto sforzo il senso di una progressiva uscita dall'emergenza».

Bagnasco ha ricordato la 'maratona' di solidarietà messa in moto in tutta Italia. «La solidarietà che subito si è riversata su quella gente, l'accorrere di volontari che, con diverse divise e sotto molteplici sigle, si sono fatti avanti per il primo soccorso e la prima provvisoria sistemazione dei senza tetto, le collette scattate immediatamente insieme a raccolte le più varie - prosegue Bagnasco - dicono di una mobilitazione che fa onore alla nostra gente». «La solidarietà, annotava proprio Benedetto XVI, è un sentimento altamente civico e cristiano e misura la maturità di una società. Essa in pratica si manifesta nell'opera di soccorso, ma non è solo una efficiente macchina organizzativa: c'è un'anima, c'è una passione, che deriva proprio dalla grande storia civile e cristiana del nostro popolo».

É proprio questo «intrecciarsi di gesti, tra quanti sono rimasti vittime dello scisma, e coloro che sono accorsi, ad aver fatto emergere i tratti di un'Italia per qualcuno insospettabile, forte di una sua dignità intrinseca, di una compostezza ed una fierezza nella sventura che si potevano pensare smarrite. Anche osservatori laici - conclude Bagnasco - vi hanno letto le tracce di una religiosità radicata che emerge nelle situazioni più critiche. Sotto i colpi della tragedia, il nostro Paese viene fuori per quello che è il suo volto vero, la sua storia profonda, il suo deposito di valori, i suoi riferimenti più tenaci, che animano dal di dentro la modernità stessa».