31 agosto 2025
Aggiornato 08:00

Fini come Napolitano: Accertare responsabilità sisma in Abruzzo

PDL: «Su Berlusconi polemiche da disperati»

ROMA - Il disprezzo delle regole e dell'interesse generale ha aggravato il bilancio del sisma in Abruzzo, aveva ammonito ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A sostenere le stesse tesi è stato il Presidente della Camera Gianfranco Fini, confermando una sintonia sulla quale già tanto è stato scritto. «E' giusto il sentimento volto ad accertare eventuali responsabilità per la tragedia provocata dal sisma in Abruzzo», è la posizione di Fini, espressa durante una manifestazione di Legambiente.

Secondo il Presidente della Camera, «la vicenda dell'Abruzzo deve indurre gli amministratori a non transigere sulla prevenzione, sul rispetto delle regole: altrimenti è evidente che le conseguenze sono tali da determinare angoscia, ed il giusto sentimento volto ad accertare eventuali responsabilità». A pensarla come Fini è anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Nel terremoto che ha devastato la provincia dell'Aquila, sostiene, vanno accertate le responsabilità di chi ha costruito male e di chi non ha controllato: responsabilità da accertare «in sede amministrativa e suppongo anche giudiziaria perchè sono mancati i controlli amministrativi e giudiziari. Questa è una materia che ha assoluto rilievo e dovrà essere fatta oggetto di accertamento».

Ma non si placano, intanto, le polemiche suscitate dalle parole di Berlusconi, che aveva invitato a dedicare più tempo e più spazio alla ricostruzione che alle inchieste. Al fianco del Presidente del Consiglio si schiera Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, che invita il Pd a non indugiare in una «polemica sgradevole». Osvaldo Napoli, deputato del Popolo delle libertà, assicura che mai il premier ha sostenuto di non volere inchieste e invita la stampa a non «manipolare» le notizie. Solo polemiche «da disperati», chiude il cerchio il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.

In attesa del consiglio dei ministri che si terrà all'Aquila venerdì prossimo, la politica discute anche delle risorse da utilizzare per la ricostruzione. Secondo Tremonti, l'esecutivo reperirà i fondi senza introdurre nuove tasse. Uguali rassicurazioni arrivano da Paolo Bonaiuti, portavoce del premier: «Il governo Berlusconi non è come quelli di sinistra che hanno sempre colpito i cittadini con le tasse».

Dall'opposizione, però, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini lancia un appello al governo: si preveda subito un contributo di solidarietà per l'Abruzzo da chiedere ai redditi più alti, a partire da quelli dei parlamentari, e cioè rivolto ai redditi sopra i 120 mila euro. Duro Antonio Di Pietro, che parlando dei fondi per la ricostruzione si rivolge direttamente al Cavaliere: «Berlusconi venga in Parlamento e ci dica dove prende i soldi. Per la ricostruzione ci vogliono soldi e trasparenza. Berlusconi spieghi da dove prende i fondi, perché non si verifichi che si diano soldi a disgraziati tolti ad altri disgraziati».