2 agosto 2021
Aggiornato 07:30
Crisi Medio Oriente

Cgil: «In piazza per la Pace»

Mobilitazione contro la guerra di Israele

«La comunità internazionale, l’Unione europea, il Governo italiano dovrebbero impegnarsi sul piano diplomatico per fermare Israele. Invece assistiamo, soprattutto in Italia, a vergognosi tentativi di accreditare ai palestinesi la responsabilità di un conflitto determinato dall’incapacità dello Stato di Israele di riconoscere il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e di perseguire una politica di pace, che realizzi una soluzione equa con due popoli e due Stati».

E’ quanto afferma Nicola Nicolosi, Coordinatore Nazionale Lavoro Società CGIL, che aggiunge: «a Gaza è in corso ormai da settimane una feroce guerra di aggressione contro la popolazione palestinese. Oltre mille sono ad oggi le vittime palestinesi, migliaia e migliaia i feriti, quasi tutti sono civili. Altissimo il numero dei bambini. Aviazione e esercito israeliani hanno più volte colpito, e deliberatamente, sedi delle Nazioni Unite, scuole, strutture sanitarie che ospitavano civili palestinesi. Viene fatto uso di armi proibite dalle convenzioni internazionali e si sperimentano nuove armi».

«Noi – ribadisce Nicolosi - siamo per una Palestina laica e non nutriamo alcuna simpatia né per i fondamentalisti islamici, né per chi lancia razzi contro civili inermi, ma questo non ci porta ad essere equidistanti tra aggressori e aggrediti, tra vittime e carnefici. In Palestina, i palestinesi sono le vittime e lo Stato d’Israele è l’aggressore».

«La CGIL - sottolinea il dirigente sindacale - si è prontamente mobilitata, con numerose iniziative che si sono già svolte in tante città italiane. Sabato 17 gennaio ad Assisi si terrà una manifestazione, promossa dalla Tavola della Pace, a cui la CGIL ha aderito. Nel pomeriggio della stessa giornata si terrà una manifestazione anche a Roma, indetta dalle comunità palestinesi. Si tratta – conclude - di due manifestazioni importanti per chiedere la fine dell’aggressione, il ritiro delle truppe israeliane dalla striscia di Gaza, una tregua immediata, l’apertura di trattative di pace tra tutti gli interlocutori rappresentativi di Israele e del popolo palestinese, che sapranno riunire e rappresentare il molteplice popolo della pace e della solidarietà».