1 agosto 2021
Aggiornato 15:00
Politiche per la salute

West Nile, adottate tutte le misure necessarie dalla Regione

La Regione ha allertato il sistema di sorveglianza e adottato tutte le misure di profilassi necessarie. Nessun pericolo di contagio interumano

BOLOGNA - La Regione Emilia-Romagna, già lo scorso 16 settembre, a partire dalla notizia dei primi casi di infezione da virus West Nile in uccelli selvatici e in cavalli di allevamenti del ferrarese, ha allertato il sistema di sorveglianza veterinaria e umana, adottato tutte le misure di profilassi necessarie, fornendo specifiche disposizioni alle Aziende Usl, e costantemente informato - con la massima trasparenza - tutte le istituzioni coinvolte: dal ministero della Salute all’Istituto superiore di sanità, ai Comuni, agli organismi sanitari europei.

«Non è stata invece data notizia alla cittadinanza del primo caso di infezione in una persona, citata dal Corriere di Bologna nell’edizione di oggi - ha spiegato Pierluigi Macini, responsabile del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna - poiché per prassi, anche nel rispetto del diritto di privacy, la comunicazione pubblica è data in presenza di malattia infettiva contagiosa per la quale la informazione costituisce interesse pubblico. In questo caso, la malattia non richiede l’adozione di particolari precauzioni in quanto, come già specificato in una nota del 16 settembre scorso, il virus non si trasmette da persona a persona, né da cavallo a persona attraverso puntura di zanzara infetta. Il West Nile infatti viene trasmesso alla zanzara esclusivamente dagli uccelli selvatici. La zanzara infetta solo occasionalmente trasmette il virus all’uomo o al cavallo; questi ultimi, per il basso livello di virus nel sangue, non sono in grado a loro volta di infettare altre zanzare e tantomeno le persone. Non vi è perciò alcun pericolo di contagio interumano».

Il Piano straordinario di sorveglianza di West Nile Disease in Emilia-Romagna
Dopo le prime comunicazioni alle Aziende Usl e a tutte le istituzioni locali, nazionali e internazionali inviate al momento della verifica dei primi casi, il 23 settembre scorso è stato adottato uno specifico «Piano straordinario di sorveglianza di West Nile Disease in Emilia-Romagna» che ha fornito tutti gli aggiornamenti sulla situazione e precise indicazioni sulle misure da disporre a livello territoriale riguardo a sorveglianza veterinaria, sorveglianza umana, lotta alle zanzare.

La sorveglianza veterinaria riguarda equidi e volatili selvatici nelle zone potenzialmente coinvolte (la provincia di Ferrara e i territori delle province di Bologna, Ravenna e Modena, limitatamente alle zone situate a nord della Via Emilia). La sorveglianza umana riguarda in particolare i lavoratori impiegati nelle scuderie interessate da casi di infezione nei cavalli, e tutti i casi sospetti di encefalite o meningoencefalite virali osservati in ambito regionale. Il Centro regionale per le emergenze microbiologiche del Policlinico S. Orsola-Malpighi (Crrem) assicura gli esami di laboratorio in stretto contatto con l’Istituto superiore di sanità. La lotta alle zanzare, oltre a quanto già messo in atto in questi mesi nell’ambito del Piano regionale per la lotta alla zanzara tigre e la prevenzione della Chikungunya e della Dengue, prevede interventi straordinari di disinfestazione e di sorveglianza entomologica (con cattura di esemplari di zanzara da sottoporre ad analisi per la ricerca del virus) nelle zone interessate.

Le misure per la sicurezza del sangue donato
A scopo precauzionale, sono state adottate misure anche riguardo alla raccolta di sangue: nelle zone coinvolte da casi di West Nile (province di Ferrara e Bologna) tutte le unità di sangue raccolte vengono analizzate per la ricerca del virus in modo da garantire la massima sicurezza del sangue da trasfondere. A tal fine il Centro regionale sangue ha fornito indicazioni ai Servizi trasfusionali.

La situazione epidemiologica
Allo stato attuale il territorio della provincia di Ferrara e parte del territorio della provincia di Bologna (Comuni di Malalbergo e Bentivoglio) sono interessati da casi confermati di infezione da virus West Nile in 13 cavalli: nel Comune di Medicina (Provincia di Bologna) si è registrato il primo caso umano di malattia confermato dal laboratorio dell’Istituto superiore di sanità di Roma (la signora ultraottantenne ricoverata all’ospedale di Imola per una meningoencefalite e attualmente in via di guarigione). Su tutto il territorio regionale è attiva una sorveglianza umana delle forme neurologiche da West Nile, mentre nel territorio della provincia di Ferrara e nelle province di Bologna, Ravenna e Modena, limitatamente alle zone situate a nord della Via Emilia, sono attivi sistemi di sorveglianza veterinaria. Quest’ultimo sistema di sorveglianza ha dimostrato anche la presenza di virus West Nile in 18corvidi (cornacchie e gazze) raccolte nella provincia di Ferrara.