20 luglio 2019
Aggiornato 18:00

Castagnetti: «Abolizione preferenze è furto di democrazia»

Dopo la lettera di Veltroni a Casini della scorsa settimana, il Pd ha oggi formalizzato nel corso della discussione generale sulla riforma della legge elettorale europea il proprio impegno parlamentare contro l'abolizione delle preferenze

Dopo la lettera di Veltroni a Casini della scorsa settimana, il Pd ha oggi formalizzato nel corso della discussione generale sulla riforma della legge elettorale europea il proprio impegno parlamentare contro l'abolizione delle preferenze.

«L'abolizione delle preferenze sarebbe un furto di democrazia» - ha dichiarato Pierluigi Castagnetti intervenendo in commissione affari costituzionali alla Camera. «Gli elettori - ha detto Castagnetti - si sentono sempre più spogliati delle loro prerogative democratiche nella scelta dei rappresentanti, che sono sempre più i rappresentanti di chi li ha designati e sempre meno i rappresentanti dei cittadini e dei territori. L'abolizione delle preferenze sarebbe un furto di potere democratico che dopo il porcellum diverrebbe totale e definitivo e configurerebbe, è il caso di denunciarlo senza timidezza, un pericoloso snaturamento della democrazia del paese».

«La soglia elettorale - ha sottolineato Castagnetti - è un falso problema: non è necessaria nessuna soglia perché se va ridotta la frammentazione al Parlamento europeo, questo non dipende certo dalla legge italiana. Ma se va scelta una soglia per noi va bene il 3%».

«Sul metodo usato dal Governo - ha affermato Castagnetti - è grave che ancora una volta si prefigura l'approvazione della legge elettorale con i soli voti della maggioranza. Le regole del gioco vanno scritte insieme, come ha ribadito il presidente della Repubblica in più occasioni, e non è democraticamente accettabile che per i timori di Silvio Berlusconi, che ha paura che i suoi candidati possano prendere meno voti di quelli di An, il nostro Paese - conclude - sia sottoposto ad un ulteriore profondo strappo istituzionale».