24 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
Criptovalute

Libra, grande prudenza da parte di Banca d'Italia

Perché se il piano offre grandi opportunità, al tempo stesso può anche intaccare questioni sensibili, come le capacità di contrastare il riciclaggio di danaro

La sede di Banca d'Italia a Roma
La sede di Banca d'Italia a Roma ANSA

ROMA - Su Libra, il suo progetto di «criptovaluta» di Facebook, il social network ha approcciato le autorità di vigilanza con una qualche disinvoltura, pensando di trovarle «con l'anello al naso», invece da parte della Banca d'Italia si è trovata di fronte a un atteggiamento di apertura ma anche di grande consapevolezza delle problematiche che si aprono. Perché se il piano offre grandi opportunità, al tempo stesso può anche intaccare questioni sensibili, come le capacità di contrastare il riciclaggio di danaro. E il peso del player che ci si sta impegnando è in grado perfino di farsi sentire sugli assetti democratici. Lo ha spiegato Alessandra Perrazzelli, vice direttrice generale della Banca d'Italia, nel corso del suo intervento del convengo su fintech e mercato, organizzato a Roma da Fortune Finance.

Soluzione geniale

Facebook ha accesso a massa enorme di dati, ha rilevato, un utente vi si può registrare con un nome di fantasia mentre attraverso dati e interazioni si crea una situazione di fiducia verso la piattaforma, dove si possono scambiare anche beni e servizi. «E' come un ipermercato virtuale che tocca tutto il mondo: il mercato regolato», ha notato. In questo quadro «Libra si pone come una soluzione geniale verso tutti quelli che vogliono fare transazioni e non hanno accesso alle banche». La piattaforma così aiuterebbe «chi non è bancabile», ma magari dispone di uno smartphone, a compiere transazioni. Ma al tempo stesso potrebbe essere utilizzata da chi vuole sfuggire a regolamentazione e vigilanza.

Atteggiamento di grande prudenza

«Come Banca centrale stiamo interloquendo con tanti operatori, queste battaglie non si fanno restando dentro la riserva indiana. Ma l'atteggiamento è di grande prudenza», ha detto Perrazzelli, e le scelte va operate in un contesto ampio di interlocuzione con le altre autorità e il governo. «La paura - ha spiegato - è che se oggi riusciamo a intercettare in qualche modo il riciclaggio, quello è un canale in cui si potrebbe perdere completamente» il controllo. Il punto, in un ambito in cui si può agire solo come grandi aree economiche è «come si pone l'Europa». Noi oggi «stiamo dando indicazioni di interesse». Facebook per parte sua «si è accostata a vari vigilanti pensando di trovare anche l'anello al naso e non l'ha trovato. L'atteggiamento è di apertura e grande consapevolezza di come possono spostarsi gli assetti, anche democratici».

Le domande di Banca d'Italia

Un tema importante è rappresentato da che cosa si debba vigilare. «Come pone Libra sulla stabilità. Servono riserve? Dove sono? Come vengono gestite? Cosa accade quando c'è un momento di crisi. Queste - ha proseguito l'esponente di Bankitalia - sono tematiche che vanno approfondite. Alla fine penso che Libra avrà modo di vivere in un contesto molto più definito». Dopo anni in cui l'attività di vigilanza sulle banche si è concentrata su gestione e smaltimento dei crediti deteriorati, ora su questo fronte serve «passare a una vigilanza più proattiva e che spinga verso l'armonizzazione» delle regole, altrimenti il rischio è che ci saranno spinte a spostare attività in Europa semplicemente dove ci sta più facilità.

Aspetti di cui si sta discutendo in Europa

«Ho trovato da parte delle grandi banche ancora un atteggiamento di grande cautela, mentre nella Banca d'Italia ci sta un atteggiamento più proattivo. Credo che sarà un passaggio non facile, accanto al tema della vigilanza ci sta anche quello dei dati. Vedo che nell'eurosistema ci si sta attrezzando. Ci si chiede se è compito del Ssm (la vigilanza della Bce-ndr) o no. Dobbiamo innanzitutto capire dal punto di vista tecnico cosa sono le piattaforme» da vigilare, ha concluso Perrazzelli.