24 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
finanza

Criptomonete, chi le usa in Italia dovrà registrarsi al Mef

Il Mef ha previsto un registro per censire tutti gli operatori che usano le criptomonete in Italia

Criptomonete, chi le usa in Italia dovrà registrarsi al Mef
Criptomonete, chi le usa in Italia dovrà registrarsi al Mef Shutterstock

ROMA - Nella morsa della campagna elettorale, sempre più impavida e agguerrita, il tempo stringe. Stringe per portare a casa qualche risultato o, quanto meno, per farsi vedere operativi e attenti. E quando si parla di Bitcoin e criptovalute, l’interesse è sempre alle stelle. L’obiettivo è censire (e comprendere un po’ di più) il fenomeno delle valute virtuali in Italia. Così il ministero dell’Economia e delle Finanze ha preparato un decreto ministeriale che da pochi giorni è in consultazione pubblica sul sito del dipartimento del Tesoro (qui potete trovare il testo integrale).

In buona sostanza «chiunque è interessato a svolgere sul territorio della Repubblica italiana l’attività di prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale è tenuto a darne comunicazione al ministero». Insomma, il Governo ha previsto un vero e proprio registro che dovrebbe quindi contenere le generalità di chi opera nel mondo delle criptomonete, compresi gli operatori commerciali che accettano la valuta virtuale come corrispettivo di qualsiasi prestazione avente oggetto beni, servizi o altro.

Una notizia non del tutto inaspettata dopo le dichiarazioni fatte la scorsa settimana dal ministro Padoan, convinto della bolla di Bitcoin, e della necessità di regolare il fenomeno, prima che qualcuno si faccia male. «Le bolle, quando ci sono, sono legate a un comportamento ultraspeculativo dei mercati monetari e finanziari - aveva detto Padoan - . E’ un tema che si sta affrontando a livello istituzionale. Le Autorità di sorveglianza se ne stanno occupando».

Tornando al decreto, le informazioni - che dovranno essere fornite al Mef attraverso un formulario - andranno a comporre un registro speciale tenuto dall'OAM, l'Organismo degli Agenti e dei Mediatori e saranno poi successivamente inviate alla guardia di finanza e rese disponibili alla polizia postale, qualora dovessero risultare utili per eventuali attività d’indagine «riconducibili al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo».

Il decreto è - al momento - in fase di consultazione, il che significa che fino al 16 febbraio è possibile inviare pareri e osservazioni sulla sua stesura. Dalla data della sua entrata in vigore, dovrebbe rimanere valido fino al primo luglio del 2018. Il testo, arriva, peraltro, in un momento dove le criptovalute stanno subendo un vero e proprio tracollo. Solo Bitcoin, negli ultimi 30 giorni, è passato da 17mila dollari a 9mila, sfiorando addirittura gli 8mila dollari la scorsa settimana, con un calo di oltre il 50%. Una vera e propria inversione di tendenza rispetto al periodo natalizio.