18 settembre 2018
Aggiornato 19:30

Facebook contro ICO e criptovalute, bannati tutti gli spot

Facebook ha deciso di bannare tutti gli spot pubblicitari che promuovono le criptomonete sul social network
Facebook banna gli spot di criptovalute: «Possono nascondere truffe»
Facebook banna gli spot di criptovalute: «Possono nascondere truffe» (Shutterstock.com)

ROMA - Facebook sta vietando tutti gli annunci pubblicitari che promuovono le criptomonete, incluse le ICO (Initial Coin Offer) di Bitcoin e altre monete virtuali, come parte di una politica «intenzionalmente ampia» contro i marketer ingannevoli. Il direttore di gestione Rob Leathern ha spiegato la decisione in un post sul blog, dicendo che Facebook non accetterà più gli annunci pubblicitari che «promuovono prodotti e servizi finanziari spesso associati a pratiche promozionali fuorvianti o ingannevoli». Dice che la decisione non è permanente, però, e che Facebook rivisiterà le regole quando saranno migliorati i suoi algoritmi nel rilevare e rimuovere gli annunci cattivi. Ergo, quando le criptomonete saranno regolamentate, forse, potrebbe riaprire le pubblicità.

«Vogliamo che le persone continuino a scoprire e conoscere nuovi prodotti e servizi attraverso annunci Facebook senza timore di truffe. Ci sono molte aziende che pubblicizzano ICO e criptovalute e che attualmente non lavorano in buona fede», ha scritto sul suo blog Rob Leathern.

Lo spettacolare picco dei prezzi lo scorso anno di Bitcoin e di molte altre criptomonete alternative ha innescato un'ondata di interesse tra gli investitori e le aziende di tutti i tipi. L'esuberanza ha portato a sistemi che, in alcuni casi, promettono rendimenti a tre cifre e hanno attirato l'attenzione delle maggiori autorità governative globali. Anche le ICO sono diventate ormai strumenti ampiamente utilizzati dai più grandi colossi del web. In barba alle «normative» farraginose e ai governi che ancora non hanno preso una posizione omogenea nei confronti delle Initial Coin Offering, lo strumento per la raccolta di capitali ha raggiunto anche i colossi, dalla Cina agli Stati Uniti. Dall’ICO di Telegram (che ha raccolto quasi 4 miliardi di dollari) fino a quella di Kodak, senza dimenticare il progetto lanciato dal famoso Facebook cinese.  Secondo l'impresa di ricerca Smith + Crown i fondi raccolti dalle ICO nel 2017 sono pari a 6,8 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto ai 151 milioni di dollari del 2014, 2015 e 2016 combinati.

Stiamo parlando, tuttavia, di fenomeni non regolati e veri grattacapi per le autorità finanziarie, entro i quali è facile incappare in pericolose truffe. Ed è questo il motivo che ha spinto Mark Zuckerberg a procedere con cautela. L’annuncio, peraltro, arriva pochi giorni dopo il maxi furto di 500 milioni di dollari in Bitcoin avvenuto su Coincheck, uno dei principali exchange di criptovalute.

Tornando al «ban» Facebook, per fare le cose bene, ha lanciato una serie di linee guida che includono alcuni esempi di annunci che saranno completamente bannati e che fanno specifico riferimento alle monete virtuali, come ad esempio «Usa i tuoi fondi pensione per comprare Bitcoin». Ma non solo. Perchè a essere bannati saranno tutti gli annunci relativi alle criptomonte (indipendentemente dalla loro vendita), come quelli relativi ai portafogli Bitcoin. Inoltre, il colosso di Mark Zuckerberg, esorta la sua community a segnalare eventuali annunci che si inseriscono nel segmento delle criptomonete e che possono sembrare fuorvianti, anche se non specifica quanto questi permeassero il social network prima del cambiamento.

L’annuncio, in ogni caso, arriva settimane dopo che il capo esecutivo Mark ha riconosciuto il potenziale delle criptomonete nel sottrarre potere ai sistemi centralizzati. Salvo poi affermare che corrono il rischio di essere più difficili da controllare. «Sono interessato ad approfondire e studiare gli aspetti positivi e negativi di queste tecnologie e come utilizzarle al meglio nei nostri servizi», aveva annunciato Mark in questo post sugli obiettivi previsti per il 2018.