17 ottobre 2018
Aggiornato 23:00

Tutto quello che c'è da sapere sull'ICO di Telegram

Telegram potrebbe sviluppare una sua versione basata su tecnologia Blockchain, lanciando la più grande ICO di sempre
Tutto quello che c'è da sapere sull'ICO di Telegram
Tutto quello che c'è da sapere sull'ICO di Telegram (Shutterstock.com)

MILANO - Messenger lo usiamo spesso, soprattutto per lavoro, attraverso Facebook arrivano i contatti di lavoro, le partnership e le offerte. Whatsapp è più personale, gestiamo i gruppi di lavoro, lo usiamo per scrivere agli amici, o per rimanere in contatto costante con la famiglia o gli amici. Da quando esistono le ICO, però, in molti hanno installato anche un'altra applicazione: Telegram. Telegram, infatti, è la chat che viene usata dai "crypto-addicted", dove nascono gruppi che scambiano migliaia di messaggi al giorno (migliaia sul serio) su nuove criptomonete da comprare, corsi di trading, link di affiliazione e GIF divertenti che fanno sorridere un po'.

Telegram è anche il canale di gestione di molte ICO, un contatto diretto e immediato, una riposta rapida, soprattutto grazie alla possibilità di sviluppare in modo molto più semplice dei chatbot che gestiscono la comunicazione più spicciola con veri e proprie aziende che producono quasi ed esclusivamente questo prodotto: chatbot da telegram.

Insomma, Telegram è un ecosistema autonomo nell'autonomo ecosistema della criptovalute, delle ICO e della febbre mediatica che ci sta smuovendo pancia e portafogli. E se Telegram diventasse davvero un ecosistema a se stante? Con una propria moneta, che permetta di fare micropagamenti istantanei e senza costi e magari dia la possibilità di creare con dei contratti interni? Insomma un'internet nell'internet.

Questa, forse, potrebbe essere l'idea nella mente del russo Pavel Durov, CEO e co-fondatore di Telegram, delineato nel white paper che spiega e disegna la possibile ICO della piattaforma che fino ad ora ha dato la possibilità di sviluppare tutte le altre ICO.

Il white paper di TON (Telegram Open Network) descrive un piano per lo sviluppo della nuova versione di Telegram basata su una tecnologia blockchain di "terza generazione" in 4 fasi principali:

1) TON Services
La piattaforma per servizi di terze parti di qualsiasi tipo che consentirà l'utilizzo tutto in ottica mobile friendly per applicazioni decentralizzate e smart contract
2)TON DNS
Un servizio per assegnare nomi leggibili dall'uomo a account, servizi di contratti intelligenti e nodi di rete. Con TON DNS, l'accesso ai servizi decentralizzati potrebbe essere come "vedere un sito web sul World Wide Web"
3)TON Payments
Una piattaforma per micropagamenti che mira a essere utilizzato per "trasferimenti di valore istantanei fuori catena tra bot utenti e altri servizi». Le salvaguardie integrate nel sistema sono concepite in modo da garantire che tali trasferimenti !siano sicuri quanto le operazioni interne alla blockchain».
4)TON Blockchain
Sarà composta da blockchain principale da un sistema integrato di blockchain parallele che andranno da un minimo di due a un massimo di 92. Il suo aspetto più notevole è che avrà un "Infinite Sharding Paradigm». In poche parole le blockchain di TON mirano ad essere in grado di "suddividersi e fondersi automaticamente per adattarsi alle variazioni di affluenza sulla blockchain stessa». Ciò significherebbe che nuovi blocchi verranno generati rapidamente e "l'assenza di "lunghe code" contribuirebbe a mantenere bassi i costi di transazione, anche se alcuni dei servizi che utilizzano la piattaforma diventano molto popolari e quindi verrebbero utilizzati in maniera massiva".

La Blockchian di terza generazione di TON si baserà su un metodo di validazione denominato "proof of stake", garantita da più parti che si occuperanno anche dell'archiviazione degli utenti, la validazione dei pagamenti e degli smart contract. Così, invece di affidarsi alla proof of work per creare la sua moneta, Telegram si affiderà a un nuovo modo di minare meno "energivoro" rispetto al metodo Bitcoin originale. In base a quanto affermato sempre nel white paper sarà in grado di effettuare un numero notevolmente superiore di transazioni, circa 1 milione al secondo.

Il white paper chiarisce inoltre che il quattro per cento dell'offerta di GRAM (200 milioni) - questo il nome del token collegato all'ICO - sarà riservato al team di sviluppo di Telegram con un periodo di vesting di quattro anni. Telegram prevede anche di mantenere "almeno il 52 per cento" dell'intera offerta di moneta Grams per proteggerlo dal trading speculativo e mantenere flessibilità. Il restante 44% sarà venduto sia nella vendita pubblica che in quella privata.

Appunto, una vendita pubblica e una privata. Questa è la strategia di entrata nel mercato dell'ICO delle ICO. Una misura studiata per ingolosire le cosiddette Whales, alle quali saranno riservati token in blocco da un minimo di 20.000.000 di dollari. Questo ha due funzioni: creare una forte base solida e stabile all'entrata sul mercato retail e rendere appetibile GRAM al grande pubblico in modo da crescere velocemente.

La road map è molto chiara e di certo alla portata di un colosso come Telegram. Nel primo trimestre di quest'anno verrà lanciato il Telegram External Secure ID, seguito da un MVP di TON. Il lancio del Wallet Telegram è previsto per il quarto trimestre 2018 e la creazione della TON-based economy (il sistema di pagamenti interno tra tutti gli utenti) potrebbe essere lanciata nel primo trimestre 2019. Il resto dei servizi TON seguirà nel secondo trimestre 2019.

La scelta è molto chiara. Non si accetteranno altre cryptomonete in cambio di GRAM ma FIAT sonante, le quotazioni sono mostruose ma potrebbero addirittura superare le aspettative visti i presupposti: è stimato a 500 milioni di dollari la possibile ICO, più del doppio di Tezos, l'ICO più grande registrata fino ad ora.

Di certo gli sviluppi di un sistema simile potrebbero ribaltare il concetto di internet rispetto a come lo intendiamo oggi. Creare un ecosistema capace di generare smart contract internamente, con una propria moneta e un sistema di server totalmente condivisi può essere assimilato alla creazione di una nuova Nazione, ma senza una struttura fisica e che quindi potrebbe espandere i propri confini a dismisura.

Certamente saremo lieti di poter vedere, insieme a voi, l'evoluzione di una tecnologia così dirompente che se gestita e studiata nel modo corretto, potrebbe avere un impatto davvero positivo sulla nostra vita.