18 settembre 2018
Aggiornato 19:30

I segreti dietro il lancio di un'ICO, spiegati da chi ha raccolto milioni

Il lancio di un'ICO può comportare delle insidie, lato investitori che startup. Ma anche grandi opportunità
I segreti dietro il lancio di un'ICO, spiegati da chi ha raccolto milioni
I segreti dietro il lancio di un'ICO, spiegati da chi ha raccolto milioni (Shutterstock.com)

GINEVRA - A lanciarsi nel mondo delle ICO sono ormai anche i più grandi colossi tecnologici. In barba alle «normative» farraginose e ai governi che ancora non hanno preso una posizione omogenea nei confronti delle Initial Coin Offering, lo strumento per la raccolta di capitali ha raggiunto anche i colossi, dalla Cina agli Stati Uniti. Dall’ICO di Telegram (che ha raccolto quasi 4 miliardi di dollari) fino a quella di Kodak, senza dimenticare il progetto lanciato dal famoso Facebook cinese. Un business da capogiro su cui è intervento lo scorso mercoledì anche Steven Maijoor, il presidente dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, al fine di mettere in guardia gli investitori i quali «potrebbero perdere totalmente il loro investimento» (dopo il memorandum già pubblicato lo scorso novembre).

Nonostante i moniti, tuttavia, le startup continuano a essere notevolmente interessate alle Intial Coin Offering e spesso decidono di spostarsi in quei Paesi più tolleranti, a livello di legislazione, nei confronti di questo nuovo strumento. Un caso emblematico è quello rappresentato da Eidoo, una startup svizzera fondata da italiani che con il lancio di un’ICO lo scorso autunno ha raccolto circa 28 milioni di euro. Nello specifico quello che la startup farà è creare un’app - estremamente facile da usare - che possa portare il mondo delle criptomonete all’uso più comune. Ma quali sono i segreti che si nascondo dietro il lancio di un’ICO? E’ davvero così semplice raccogliere capitali attraverso questo strumento? E quali sono le differenze rispetto al Venture Capital? Lo abbiamo chiesto a Thomas Bertani, CEO di Eidoo, per capire qualcosa in più di questo mondo.

«Il fundraising tramite ICO è una tecnica nuova che presenta differenze sostanziali rispetto alla tradizionale raccolta di capitali tramite Venture Capital. Per quanto riguarda gli investitori, l'ICO semplifica la partecipazione al fundraising, permette anche a piccoli investitori di contribuire e soprattutto fornisce un asset liquido che permette in qualsiasi momento di liquidare o meno la propria partecipazione. Per quanto riguarda la startup invece, il fundraising tramite ICO permette da un lato di generare engagement con le controparti (che nel caso di prodotti come Eidoo diventa fondamentale per garantire una rapida adozione e crescita) e dall'altra di evitare una diluizione eccessiva delle equity dell'azienda. Personalmente ritengo le ICO una novità interessante che negli anni a venire affiancherà sempre più il lavoro dei VC, presentandosi anche nei confronti di quest'ultimi come un'opportunità interessante: già stiamo vedendo vari Venture Capital partecipare loro stessi nelle ICO che ritengono più valide».

Un cambio di rotta, quindi, anche da parte degli investitori più formali. Ma torniamo un po’ indietro Thomas, perché il lancio di un’ICO può comportare delle insidie. Come ci si prepara nella pratica?
«Il processo di lancio di un'ICO si presenta in modo del tutto simile alla ricerca di investimento più tradizionale: è necessario fare un'analisi dettagliata del business, formalizzare un business plan e presentare il progetto agli investitori. Le metriche oggi sono diverse (i fondi raccolti da startup early stage tramite ICO sono in media molto più elevati di quanto viene raccolto in un seed round tradizionale) in quanto le aspettative sono diverse, le sfide nel settore blockchain molto nuove/costose e in quanto la domanda/offerta è ancora sbilanciata in netto favore delle startup».

Resta il fatto che in tutto il mondo si sta assistendo a un dilemma quasi paradossale, per certi aspetti. Le startup dovrebbero perseguire il capitale di rischio tradizionale con la sua prevedibilità e i suoi limiti o rivolgersi alle ICO dove vi sono denaro rapido, volatilità e innumerevoli incognite? Secondo l'impresa di ricerca Smith + Crown, le ICO salgono la china, con raccolte di fondi che raggiungo oltre 6,8 miliardi di dollari nel 2017, rispetto ai 151 milioni di dollari del 2014, 2015 e 2016 combinati. Molte persone acquistano in ICO per un semplice motivo: le monete digitali sono salite negli ultimi anni, spinte in parte da un aumento di Bitcoin. E tu Thomas, come la pensi?
«Se da un lato il processo è simile a quello di un investimento tradizionale, dall'altro la presenza di un asset (token) molto liquido, porta con sè dinamiche diverse. Gli investitori sono di vario genere e questa è probabilmente la principale differenza rispetto a investimenti più tradizionali. C’è molta diversità: da piccoli investitori che investono da anni in questo settore (early adopters), a VC più tradizionali che dopo aver effettuato le loro due diligence decidono di caratterizzare l'investimento e se partecipare o meno».

Quanto un'ICO può servire per raccogliere capitali e quanto, invece, è necessario anche fidelizzare i primi potenziali clienti?
«L'ICO si presenta come un potente strumento di fidelizzazione. In seguito all'ICO, i vari partecipanti si sentono coinvolti con il progetto e hanno un interesse personale a vederlo crescere e maturare. Nel caso di Eidoo, la partecipazione all'ICO era possibile solo grazie al nostro core service: un portafoglio digitale che semplifichi l'esperienza utente e porti le novità di questo settore (come le ICO stesse) nelle tasche di tutti. Vediamo quindi che i partecipanti all'ICO si trovano da subito a stretto contatto con il prodotto e diventano loro stessi i primi clienti della startup».

I rischi però vanno considerati… non solo dalla parte degli investitori, ma anche per le startup. Del resto, si tratta di un dibattito globale. La Cina ha vietato le ICO a settembre, nel quadro di una più ampia repressione delle criptomonete. Anche le autorità di regolamentazione di Hong Kong e Singapore hanno messo in guardia contro le ICO, citando le frodi e i rischi di riciclaggio di denaro. Negli Stati Uniti, l'autorità di regolamentazione dei valori mobiliari ha interrotto l'offerta di monete ritenute troppo simili alle vendite di azioni.

«Un'ICO, come qualsiasi tecnica di fundraising, non va presa alla leggera e va organizzata con serietà, onestà e precisione. Mentre la procedura ha vari punti in comune con un fundraising tradizionale, due grandi differenze sono il numero di controparti con le quali si interagirà (che essendo molte di più presentano complessità superiore, ma anche un'opportunità di engagement molto interessante) e la complessità della regolamentazione in materia. Per quanto riguarda quest'ultimo punto la Svizzera, dove Eidoo è nata e cresciuta, si presenta ad oggi come uno dei Paesi che fornisce più chiarezza e supporto».