22 febbraio 2020
Aggiornato 16:30
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Criptovalute, Yves Mersch (Bce): «Bitcoin non è una vera valuta»

Bce, Consob e Fondo monetario internazionale hanno espresso i loro pareri in merito all'esplosione delle criptovalute

Criptovalute, Yves Mersch (Bce): «Bitcoin non è una vera valuta»
Criptovalute, Yves Mersch (Bce): «Bitcoin non è una vera valuta» Shutterstock

ROMA - Si moltiplicano i moniti sulle «criptovalute» dalle istituzioni finanziarie, dalla Bce, al Fondo monetario internazionale, alla Consob, proprio mentre il Bitcoin mostra l'ennesima altalena dei prezzi confermando la sua spiccata volatilità. Il primo avvertimento, dell'istituzione europea, è stato sulla natura stessa di questi beni. «Va tenuto presente che, essendo appunto per definizione virtuali, non rappresentano un credito nei confronti di un'emittente e non si qualificano formalmente come valuta», ha affermato Yves Mersch, componente del Comitato esecutivo della Bce durante un convegno congiunto a Roma con la Banca d'Italia.

Un incontro sui nuovi sistemi di pagamento digitali, che se attuati efficacemente dalle banche possono risultare una valida alternativa proprio alle criptovalute. Invece in merito a queste ultime «il loro grado complessivo di accettazione fra gli utenti quale mezzo di pagamento è trascurabile - ha rilevato Mersch -. Il loro potere di acquisto è soggetto ad ampie oscillazioni e dipende esclusivamente dall'attività di mercato degli speculatori. Resta da vedere se queste valute virtuali possano essere considerate strumenti alternativi di pagamento per i consumatori, eccetto in casi estremi come negli Stati falliti, e in quale misura siano in grado di competere con le soluzioni che gli operatori sapranno sviluppare nel più sicuro ed efficiente mercato europeo dei pagamenti al dettaglio».

Il Bitcoin sembra aver reagito a questi avvertimenti con la sua tipica brutalità, rischiando di ricadere fin sotto quota 9.000 dollari laddove solo ieri aveva sfondato al rialzo 11.000 dollari. Secondo la piattaforma Coindesk ha tocato un minimo di seduta a 9.021 dollari mentre nel tardo pomeriggio si attesta a 9.393.

Anche il Fondo monetario internazionale ha rilanciato i richiami a regolamentare e vigilare sul settore, rilevando la necessità di una cooperazione internazionale. Interpellato sul tema durante l'incontro mensile con la stampa, il portavoce Gerry Rice non ha voluto commentare l'altalena dei prezzi. «Abbiamo già detto che a nostro avviso le criptovalute e le tecnologie sottostanti possono avere potenziali benefici, tra cui quello di promuovere l'inclusione finanziaria e l'efficienza dei sistemi di pagamento più efficienti».

«Ma dall'altra parte abbiamo avvertito che possono porre considerevoli rischi, quali potenziali veicoli di riciclaggio e evasione fiscale. C'è quindi l'esigenza di avere valutazione bilanciata. Dal nostro punto di vista le criptovalute dovrebbero essere soggette a regolamentazione e Vigilanza appropriate, una sfida chiave - ha concluso Rice - sarebbe quella di contenere i rischi senza impedirne lo sviluppo. Su questo la cooperazione internazionale aiuterebbe e il Fmi, come detto di recente dalla direttrice Christine Lagarde, è pronto a giocare un ruolo».