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Un anno d'oro per l'equity crowdfunding: «Ora puntiamo al mercato secondario»

L'anno di CrowdFundMe dovrebbe chiudersi con 3 milioni di euro raccolti dagli investitori. Mentre si pensa già al 2018 e, soprattutto, al lancio di un mercato secondario

Un anno d'oro per l'equity crowdfunding: «Ora puntiamo sul mercato secondario»
Un anno d'oro per l'equity crowdfunding: «Ora puntiamo sul mercato secondario» (Shutterstock.com)

MILANO - Il 2017, per CrowdfudMe, è stato un anno d’oro. Un anno che ha visto non solo la loro affermazione quanto a piattaforma (insieme a Mamacrowd è quella che ha raccolto più fondi nei primi sei mesi del 2017), ma anche il primato assoluto per numero di investitori, posizionandosi in prima linea nel rapporto personale con gli stessi, nell’ottica «crowd» dello strumento. Contribuendo a creare un mercato dinamico dell’equity crowdfunding, quattro volte superiore rispetto ai risultati raggiunti nel 2016.

Un anno che, come ha annunciato il CEO Tommaso Baldissera, dovrebbe chiudersi con 3 milioni di euro di raccolta per CrowdFundMe che spera di raddoppiare totalmente la cifra nel 2018, raggiungendo un valore di investimenti pari ai 6 milioni di euro. Merito anche della brillante idea di lanciare una campagna di equity crowdfunding della propria piattaforma (che a oggi dovrebbe aver raggiunto una cifra pari a 400mila euro). «Sicuramente a oggi possiamo guardare più da vicino i mercati più promettenti come quello UK - dice Tommaso -. Abbiamo accorciato nettamente le distanze».

L’obiettivo di CrowdFundMe, però, è un’altro. Sfidare la burocrazia italiana e lanciare un mercato secondario dell’equity crowdfunding, sfruttando l’opportunità sancita dall’art 100-ter del TUF (Testo Unico della Finanza) secondo il quale chi acquista quote di startup o pmi innovative sulle piattaforme di equity crowdfunding può certamente intestarsele personalmente, ma può anche intestarle fiduciariamente a un intermediario.

In generale, a parità di altre condizioni, i titoli negoziati sui "mercati organizzati" (ad esempio, la Borsa Italiana) sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati. Ciò accade perché la domanda e l'offerta di titoli vengono convogliate in gran parte sui mercati organizzati e, quindi, i prezzi rilevati in quel contesto sono ritenuti indicatori più affidabili dell'effettivo valore degli strumenti finanziari. Quando invece gli strumenti finanziari non sono negoziati in mercati organizzati può risultare difficoltoso o impossibile liquidarli o comprenderne il valore effettivo.

Gli strumenti finanziari emessi dalle startup innovative che possono essere sottoscritti tramite i portali di equity crowdfunding sono di fatto illiquidi, dal momento che il Decreto crescita ne vieta la negoziazione nei mercati organizzati per il periodo in cui la società può essere considerata una startup innovativa. Tuttavia, il TUF, stabilisce la possibilità per un intermediario di operare transazioni senza dover ogni volta comunicare il cambio di intestazione delle quote al Registro delle Imprese, facilitando quindi gli eventuali scambi di quote tra azionisti che volessero cederle o acquistarle. Accordandosi all’intermediario, quindi, la piattaforma avrà così la possibilità di offrire un ulteriore servizio agli investitori, nei mesi o anni dopo la chiusura del round di crowdfunding: vendere ad altri azionisti o a terzi le quote sottoscritte durante la campagna. Riducendo, inoltre, il rischio illiquidità. Che significa poi aumentare gli investimenti in startup. Sempre che tutta questa procedura avvenga online e all’interno della piattaforma medesima.

Una procedura complessa, che sfida la burocrazia italiana, e per la quale CrowdFundMe ha dato mandato allo studio legale Chimenti. «Dovremo lanciare una beta del mercato secondario nel primo trimestre del 2018», spiega ancora Tommaso Baldissera, entusiasta per i risultati raggiunti. Intanto si attendono i dati di tutto il 2017, che si conferma essere un anno davvero importante per l’equity crowdfunding: «Dovremo chiudere a quota 3 milioni. Un risultato davvero sorprendente, che nasce dal duro impegno, ma soprattutto grazie ai nostri investitori».