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Mobile payments, Satispay: «Verso un futuro dove non ci accorgeremo di pagare»

«In Italia siamo passati molto più velocemente al mobile payment di quanto si pensi. Ci sono tutte le carte in regola per rendere il nostro Paese simile al caso Cina e India»

«Verso un futuro dove non ci accorgeremo di pagare»
«Verso un futuro dove non ci accorgeremo di pagare» (Satispay)

MILANO - I recenti test che Alibaba sta conducendo per abilitare i pagamenti attraverso il riconoscimento facciale, mi ha fatto riflettere. L’affiliata Ant Financial di Alibaba ha lanciato il servizio ‘stile to pay’ ad Hangzhou, la sede globale dell'azienda, dove è in fase di sperimentazione con il colosso delle crocchette di pollo fritto KFC. In buona sostanza i dipendenti potranno pagare il conto alla cassa semplicemente mostrando un sorriso.

I digital payments nella grande distribuzione
Sempre più spesso, infatti, stiamo assistendo a una traslazione dei servizi digitali dal mondo online al mondo offline. La possibilità di applicare le innovazioni tecnologiche sul campo, in quelle pratiche che sono - di fatto - le abitudini dei consumatori, permette alle tecnologie stesse di diventare molto più mainstream e di estendersi su larga scala. Lo scorso luglio, a tal proposito, lo stesso Alibaba, ha lanciato tre nuovi supermercati a Pechino e Shanghai. All’interno di questi punti vendita chiamati Herma, i clienti possono acquistare, mangiare e ordinare generi alimentari direttamente dai loro smartphone e utilizzare Alipay per effettuare pagamenti.

Benché in Italia, forse, siamo ancora particolarmente lontani dall’accettare sistemi di pagamento a riconoscimento facciale (già guardiamo di sottecchi al nuovo iPhoneX che adotta questa tecnologia per lo sblocco dello smartphone), anche nel nostro Paese si stanno facendo numerosi passi in questa direzione. Un esempio è la recente partnership che Satispay ha siglato con Esselunga, sulla base della quale i clienti della catena di supermarket potranno pagare la spesa semplicemente attraverso l’app. In parole povere il sistema di Satispay è stato integrato nelle casse del supermercato e basterà digitare l’importo sull’app per realizzare la transazione.

«Introdurre questi metodi di pagamento all’interno dei supermercati facilità la comprensione di quello che è un pagamento digitale vero e proprio - mi racconta Andrea Allara responsabile Business Development di Satispay -. Sicuramente l’abbandono del contante dovrà essere favorito attraverso degli incentivi, come sconti o benefit nell’utilizzo dei pagamenti digitali. Uno ottimo strumento, in questo senso, è il ‘cash back’, sul quale molti esercenti stanno attualmente investendo».

L’opportunità nella digitalizzazione della PA
Quello della grande distribuzione, però, non è l’unico settore che sarà in grado di facilitare sempre più i pagamenti digitali. «Pensate alla Pubblica Amministrazione - continua Andrea -. Strumenti come PAGOPA contribuiranno non poco all’evoluzione della cultura italiana nell’utilizzo dei pagamenti elettronici. La semplificazione del rapporto di comunicazione con la Pubblica Amministrazione, nell’arco di 5 o 10 anni, potrà portare l’intera popolazione a usare i pagamenti digitali per pagare praticamente tutto, dalle tasse alle multe, con il costante e simultaneo abbandono del contante». Su queste evoluzioni il Team per la Trasformazione Digitale guidato da Diego Piacentini sta facendo molto, soprattutto con la pubblicazione, lo scorso maggio, del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione che prevede, tra le altre cose, la completa estensione a tutte le amministrazioni delle piattaforme abilitanti, tra cui anche quelle che rendono possibili i pagamenti digitali.

Nel futuro non ci accorgeremo di pagare
Ma qui, in Italia, pagheremo mai con un sorriso? «Non lo escluderei, anzi - mi dice ancora Andrea -. Ci sono tutte le carte in regola per rendere il nostro Paese simile al caso Cina e India dove i pagamenti digitali sono al loro stadio più evoluto». Pensate ad esempio ad Alipay, la storica piattaforma di pagamento di Alibaba. Una realtà valutata 6 miliardi di dollari e attraverso cui 1,4 miliardi di persone possono fare acquisti su internet, semplicemente attraverso la scansione di un codice QR. Lo scorso anno i pagamenti via mobile in Cina sono stati quasi 50 volte superiori a quelli degli Stati Uniti, con una crescita superiore al 200%. «In Italia siamo passati molto più velocemente al mobile payment di quanto si pensi, bypassando in buona parte l’uso delle carte di credito a favore di transazioni digitali ancora più evolute e veloci - conclude Andrea -. Questo, in buona parte, è dovuto alla user experience, a una modalità di pagamento più semplice e più friendly rispetto al cash. Ed è questa la direzione che tutti noi stiamo seguendo. Per arrivare a un futuro in cui, praticamente, neppure ci accorgeremo di pagare».