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Nei negozi italiani si paga anche con Alipay (grazie a Banca Sella)

La piattaforma Gestpay permetterà ai turisti cinese di pagare in Italia utilizzando la loro app Alipay

Nei negozi italiani si paga anche con Alipay
Nei negozi italiani si paga anche con Alipay (Shutterstock.com)

BIELLA - La diffusione del mobile pay e della società senza contanti in Italia, avverrà soprattutto grazie ad Alipay, una delle più grandi applicazioni per pagamenti via smartphone, nata in Cina, e che ha all’attivo circa 520 milioni di wallet. Naturalmente alle spalle c’è uno dei colossi più grandi del mondo Alibaba e la sua affiliata Ant Financial che ne gestisce i servizi. «Il nostro obiettivo di espansione in Europa e in Italia? - ci dice Pietro Candela Head of Business Development of the Italian market di Alipay - Consentire ai turisti cinesi (che hanno un conto in Cina, ndr.) di poter effettuare pagamenti presso gli store europei e italiani attraverso Alipay».

Niente di più facile, dato che in Italia, ogni anno, arrivano oltre 3 milioni di turisti cinesi. Che oggi potranno fare acquisti Made in Italy anche utilizzando i servizi del Gruppo Banca Sella, grazie a un accordo tra Gestpay - la soluzione per la gestione dei pagamenti online del Gruppo Sella - e Alipay. Una buona occasione per retailers italiani, messi in ginocchio da Amazon: già, perchè solitamente il budget che un turista cinese stanzia per una vacanza in Europa è di oltre 3700 dollari (i dati sono di Nielsen, ndr.).

Grazie all’accordo fra Gestpay e Alipay ciò avverrà in maniera ancora più semplice. I possessori di un wallet Alipay potranno infatti acquistare nei negozi fisici e online abilitati lungo tutta la penisola; inoltre potranno fare acquisti online anche dalla Cina e da tutto il mondo sui siti di e-commerce che utilizzano Gestpay, una delle piattaforme di accettazione e gestione dei pagamenti più diffuse in Italia per numero di clienti e operazioni, e già utilizzata in oltre 20 Paesi. La piattaforma Gestpay, nella fattispecie, permetterà di installare sui principali Pos già oggi disponibili presso i negozi, un applicativo che genera un QR Code sullo schermo o sulla ricevuta. Inquadrando il QR Code con il wallet Alipay il cliente potrà pagare via mobile.

L’espansione, benché cinese, di Alipay nel nostro Paese potrebbe, altresì, traghettarci verso una società cashless, completamente senza contanti. La Cina è già particolarmente all’avanguardia su questo fronte. I cinesi usano Alipay per fare praticamente di tutto, pagare un taxi, una bicicletta, la spesa al supermercato, il conto della cena. Nel Paese i contanti sono praticamente spariti e tutto funziona via smartphone. Un’espansione iniziata 9 anni fa, ci racconta Pietro Candela, tanto che oggi la nazione cinese è diventata il punto di riferimento per il mercato del mobile payments. «Alipay è nata con un certo anticipo ed ha avuto tutto il tempo di svilupparsi - ci racconta -. Di fatto è stata la prima a scommettere sull’uso dello smartphone per effettuare pagamenti, invece di rincorrere, come hanno fatto altri Paesi, lo sviluppo della plastica (carte di credito, ndr). Sicuramente abbiamo potuto contare su una comunità giovane appassionata di tecnologia e fasce di popolazione dove siamo stati pionieri e abbiamo potuto giocare sulla cultura digitale».

Alipay sarà quindi una buona occasione per i nostri retailers e non solo di guadagno. La piattaforma, infatti, fornisce anche una serie di strumenti per agganciare il cliente fuori dal negozio, informarlo su eventuali sconti e spingerlo ad entrare. Può mandare messaggi profilati, profilare l’esperienza, offrire credito in tempo reale. Un vero e proprio strumento di marketing che potrebbe rivelarsi importante per le nostre imprese italiane.

Quello con Banca Sella è solo l’ultimo degli accordi che Alipay ha stretto in Italia, dopo le partnership siglate nel corso dell’anno con Unicredit e Intesa Sanpaolo. Sono già qualche migliaio i negozi e 150 i brand in Italia che hanno adottato Alipay. Naturalmente il piano di espansione non finisce nel Belpaese. «Stiamo puntando lo sguardo verso i paesi in via di sviluppo - conclude Candela -. India e Filippine, ma anche Corea del Sud e Hong Kong».