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E-commerce, dalla fabbrica al consumatore: come viaggeranno le 'cose' nel 2030

Abbiamo analizzato gli attuali sviluppi in ambito retail, e-commerce e Industria40. Abbiamo ipotizzato il viaggio di una gonna rossa: dalla fabbrica al consumatore

Ecommerce, il viaggio di un paio di scarpe verso il consumatore: come sarà nel 2030
Ecommerce, il viaggio di un paio di scarpe verso il consumatore: come sarà nel 2030 (Shutterstock.com)

MILANO - E’ una bella serata di agosto, a Milano. Il sole è ancora alto in cielo, ma una leggera brezza smuove le foglie del viale alberato poco più in là. Siamo nel 2030. Elena, 25 anni, torna a casa da lavoro. Oggi è il suo compleanno. Sul tappetino della porta di casa, all'ingresso, c’è una scatola contenente una gonna rossa che ha comprato online la sera prima. Un acquisto utile, visto che da lì a poche ore l’attende una gran bella serata per festeggiare i suoi 25 anni. La gonna, una delle migliaia in vendita su Amazon, è stata realizzata in Spagna più di due mesi prima. Ma è comoda, di un bel tessuto e, soprattutto, low cost. La gonna rossa, Elena e la festa di compleanno sono irrilevanti. Ciò che è interessante, è il viaggio, automatizzato, che questa gonna ha fatto. Negli ultimi due decenni, l'uomo è stato completamente allontanato dal settore della logistica, che ora è coordinato da macchine e software. Nel 2030, fare una gonna, è un mestiere che aspetta ai robot, almeno quando parliamo di abbigliamento low cost. Creare, vendere, trasportare e acquistare beni di consumo come abbigliamento casual richiede ora solo un uomo importante - il consumatore - più qualche individuo qua e là per controllare i robot di assemblaggio e riparazione. Il viaggio della gonna di Elena è durato più di due mesi. Ma come è avvenuto?

Dalla fabbrica al deposito di distribuzione
E’ 14 giungo del 2030. In una fabbrica tessile di La Coruña, in Spagna, a nord di Santiago De Compostela, robot bianchi imballano centinaia di gonne colorate all’interno di altrettanti box per poi caricarli, attraverso una catena di montaggio, sul rimorchio di un camion a motore autonomo che ha l’appuntamento in azienda per ritirare il proprio box alle 1.50 di pomeriggio. Sono l’1 e 35 minuti. I robot lavorano velocemente e caricano il rimorchio entro i tempi previsti: tra le centinaia di scatole, c’è anche quella che contiene la gonna rossa di Elena. Ci sono pochi uomini in azienda, solo alcuni addetti che controllano che il lavoro dei robot si svolga senza intoppi. Qualche volta li riparano, se non funzionano correttamente. In cinque minuti, dopo alcuni controlli digitali, il camion esce dallo stabilimento, diretto in Italia. Al momento quasi tutto è autoguidato, cosicché i passeggeri in carne e ossa, due per l’esattezza, si addormentano, al ritmo di una dolce musica. Il camion si dirige verso un deposito di distribuzione a sud di Lione, in Francia. Ventiquattrore dopo, una gru trasferisce la nostra scatola dal camion al deposito.

Dal deposito di distribuzione al centro di stoccaggio di Amazon
Sono le 6.00 del 20 giugno 2030, e nel deposito di distribuzione a sud di Lione la giornata è calda e soleggiata. Nell'aria il sapore di biscotti: uno stabilmento poco lontano produce dolciumi 24 ore su 24. Il nostro contenitore (e la gonna rossa) viene caricato su un secondo camion per il suo viaggio verso l’Italia, dove il cliente ha richiesto 500 box di gonne colorate immagazzinate come inventario entro 10 ore. Il camion inizia il suo viaggio, ma è costretto, dopo pochi chilometri, a fare una deviazione segnalata dal software installato a suo interno. Sulla A43, in prossimità di Chambery, un brutto incidente stradale potrebbe rallentare la corsa del nostro camion che, tuttavia, deve necessariamente essere puntuale. Finalmente la nostra gonna arriva alla periferia di Milano, in un centro di stoccaggio di Amazon. Sono le 12.00 del 20 giugno: il nostro camion ha completato il viaggio in poco più di 5 ore.

Lo stoccaggio e l’acquisto
Il box è arrivato. I robot fanno un rapido lavoro di scarico dei prodotti e li trasportano nelle rispettive aree di stoccaggio. La gonna di Elena si trova nell’angolo nord-est, lontano un paio di campi di calcio dal suo arrivo, stoccata nell’area 28D. E’ il 20 giugno. La gonna attende un acquirente.

Amazon
Amazon (ANSA)

L’estate volge al termine e la nostra gonna è rimasta stoccata per quasi due mesi. Gli algoritmi di Amazon sono pronti per spostarla. Uno script nel sito web dell’e-commerce ricuce automaticamente il prezzo del 33%. E’ giovedì 22 agosto ed Elena è seduta stremata sul divano. Domani sarà il suo compleanno ma, a causa delle sue lunghe giornate lavorative, non ha avuto tempo per comprarsi un nuovo vestito per l’aperitivo organizzato dalle sue compagne di università. Accanto a lei Echo Look, lo speaker di Amazon, con assistente virtuale incorporato: «Alexa - dice Elena - mi cerchi una gonna scontata?». Alexa ormai conosce bene i gusti di Elena e le propone una gonna rossa e morbida, al prezzo che solitamente acquista su Amazon, 29 euro. E’ perfetta. Per la sua scelta di spedizione gratuita la sua gonna non potrà che arrivare prima delle 7 del mattino, o anche il giorno successivo: venerdì 23 agosto. Quella sera un robot sfavillante, simile a un ragno, si sposta su una banchina di carico verso il corridoio 28D e appone su una scatola un cartellino di tracciamento con tecnologia RFID e lo lascia in attesa di essere trasportato fino alla sua destinazione finale: la casa di Elena, in via Giosuè Carducci, a Milano.

La consegna
Il drone legge le informazioni criptate sull’etichetta e apprende il termine di consegna della scatola: ore 16.00, 23 agosto 2030. Mancano solo 75 minuti da quel momento. Il drone dà la priorità alla scatola contenente la gonna rossa, apprende le coordinate dell’indirizzo e sale a 120 metri d’altezza. Dopo 29 minuti il drone appoggia la scatola sul tappetino d’ingresso della casa di Elena. Sono le 16.35 di venerdì 23 agosto. E la gonna rossa, morbida e low cost è pronta per essere indossata.

Ritornando al 2017
Nel raccontare questa storia abbiamo preso in considerazione quelle che sono le direzioni che, oggi, sta prendendo il mercato e-commerce, in ambito retail. Da una parte il costante sviluppo degli assistenti vocali (Alexa), dell’intelligenza artificiale e degli speaker che potrebbero automatizzare e facilitare ulteriormente l’esperienza d’acquisto del consumatore. Dall’altra la totale automatizzazione dei processi produttivi, in ottica Industria 4.0.

Il magazzino robotizzato
Nell’era di Amazon, in particolare, è il magazzino a essere completamente automatizzato, con flotte di robot che lavorano come impiegati digitali. La vendita al dettaglio su Internet ha dato origine al magazzino robotizzato dove oggi lavorano migliaia di macchine capaci di ridurre al minimo il movimento e le ferite dell'uomo. I robot, inoltre, possono recuperare la merce più velocemente di quanto non facciano le persone. Queste macchine stanno già lavorando nei nostri centri di stoccaggio, ma i miglioramenti sono ancora necessari. Soprattutto nell’ambito del movimento, con lo sviluppo di sensori che possano individuare gli ostacoli. Una soluzione è rappresentata dai ‘visual servoing’, che renderanno possibili le azioni di presa e posizionamento dei beni.

I droni
Una delle sfide logistiche più grandi di questa epoca: usare un drone che vola a 120 metri d’altezza e 80 Km l’ora per consegnare un ordine fatto a casa nostra in meno di 30 minuti. Quando nel dicembre del 2013 il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, sorprese tutti con un video che annunciava il progetto delle consegne con i droni, molti pensarono a una trovata pubblicitaria o a uno scherzo natalizio. Da quel giorno di tempo ne è passato e oggi Amazon ha superato il 20esimo prototipo. Ci si concentra principalmente sulle condizioni di sicurezza, dai sensori per capire le condizioni climatiche alle comunicazioni tra droni per comprendere il percorso migliore. Lo scorso dicembre Amazon ha realizzato la prima consegna in Gran Bretagna a mezzo drone, un velivolo senza pilota comandato a distanza, come testimoniato da un video pubblicato sul suo sito. Jeff Bezos ha reso noto in un tweet che tra l'ordine e la consegna al cliente erano passati solo 13 minuti.

Alexa e gli speaker
Malgrado in Italia il mercato sia ancora poco sviluppato, in USA i dispositivi Echo di Amazon, rappresenterebbero ben il 70% del mercato per smart speaker. Una rivoluzione, quella degli assistenti virtuali, dove Amazon continua a giocare un ruolo da padrone, a stretto contatto con Google e il suo omonimo assistente virtuale. Secondo eMarketer l’uso degli assistenti virtuali crescerà del 23,1% quest’anno e con esso l’utilizzo di altoparlanti con controllo vocale. Si stima che 35,6 milioni di americani ne useranno uno almeno una volta al mese in questo 2017, con un aumento del 128,9% rispetto allo scorso anno.