3 dicembre 2022
Aggiornato 04:01
Politiche Vaticane

Con la guerra in Ucraina Papa Francesco riceve per la prima volta Viktor Orban

E' la prima visita ufficiale all'estero dopo la vittoria delle elezioni lo scorso 3 aprile, ha annunciato su Twitter il portavoce di Orban, ma è la prima volta in assoluto che papa Francesco, eletto nel 2013, riceve in Vaticano Orban

Papa Francesco
Papa Francesco Foto: Maurizio Degl'Innocenti ANSA

A Budapest ancora ricordano con un brivido nella schiena la risposta secca di Papa Francesco a pochi giorno dal suo primo incontro con Viktor Orban. Era settembre scorso, Francesco sarebbe rimasto a Budapest poche ore solo per concludere il Congresso eucaristico internazionale - e già questo suonava come un diplomatico messaggio di freddezza - e nel programma del viaggio figurava un «incontro con le autorità civili del paese». Ma al giornalista della radio cattolica spagnola Cope che poche ore prima del volo gli chiedeva dei dissapori con Orban, il pontefice argentino rispondeva, secco: «Non so se incontrerò anche lui. In un salone riceverò diverse autorità. Non viaggio con un libretto (con gli appuntamenti, ndr). Quando incontro qualcuno lo guardo negli occhi e lascio che le cose vadano avanti».

Il Papa della «Fratelli tutti» e il capo del governo ungherese, capofila di destra sovranista europea che con Jorge Mario Bergoglio non ha in comune praticamente nulla, si sono effettivamente visti a Budapest. Ma la distanza non è diminuita. «Io sono stato visitato, perché è venuto il Presidente da me, ha avuto questo garbo, questa gentilezza», ha puntualizzato il papa parlando con i giornalisti sul volo di ritorno, «è venuto - è la terza volta che lo incontro - è venuto con il Primo Ministro e il Vice Primo Ministro, erano in tre». Temi al centro del colloquio, l'ecologia, la famiglia, «sulle migrazioni niente, non se n'è parlato». E, comunque, «ha parlato sempre il Presidente e ambedue i Ministri aggiungevano qualche dato preciso. E' stato un bel clima. Ed è durata abbastanza, credo 35-40 minuti». Cortesia, non cordialità.

Oggi da Budapest è arrivata la notizia che papa Francesco riceverà Viktor Orban domani, giovedì 21 aprile. E' la prima visita ufficiale all'estero dopo la vittoria delle elezioni lo scorso 3 aprile, ha annunciato su Twitter il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs, ma è la prima volta in assoluto che papa Francesco, eletto nel 2013, riceve in Vaticano Orban. Lo stesso premier ha twittato: «La mia prima visita ufficiale dopo le elezioni condurrà domani papa Francesco». Dall'Ungheria traspare una certa soddisfazione per l'incontro di domani. La sala stampa vaticana ha confermato che l'udienza si terrà alle 11.

Ufficialmente niente altro. Orban è stato eletto, per la quarta volta, lo scorso aprile. E le posizioni su tanti temi, dalle migrazioni all'Unione europea, il Papa e il primo ministro ungherese non si sono avvicinati. L'uso disinvolto che Orban fa dei riferimenti cristiani, a partire dalla sua singolare idea di una «democrazia cristiana illiberale», marca una distanza abissale dal pontefice argentino. Il quale però, nonostante tutto, ora potrebbe trovare in Orban, e viceversa, un interlocutore sul dramma della guerra russa in Ucraina. Le posizioni non collimano - Orban ha criticato il presidente ucraino Volodomir Zelenski in campagna elettorale - né gli obiettivi, ma su alcune questioni la sintonia non è impossibile.

Il papa è preoccupato dal rischio di una escalation militare, Orban ha vinto le elezioni insistendo sull'indisponibilità dell'Ungheria a essere coinvolta nella guerra. Francesco ha a cuore la catastrofe umanitaria, l'Ungheria, come altri paesi dell'Europa orientale, sta accogliendo profughi in fuga dalla guerra. A marzo scorso, il papa ha inviato in Ucraina un cardinale fidato, il gesuita Michael Czerny, che è passato dall'Ungheria e lì ha incontrato i profughi ucraini. Non è abbastanza per una svolta nei rapporti, ma la contingenza della guerra sembra aver creato un terreno comune tra il Palazzo apostolico e Palazzo Sándor a Budapest, sancito dalla udienza di domani.