22 maggio 2022
Aggiornato 17:00
Guerra Russia-Ucraina

Josep Borrell: «Vietiamo Sputnik e Russia Today perchè armi di guerra di disinformazione del Cremlino»

I due media sono stati colpiti da un divieto di trasmissione e di distribuzione negli Stati membri, una decisione controversa che sta attirando critiche alle istituzioni europee in nome della libertà di stampa e di espressione

Da sinistra a destrea: Antony BLINKEN (Stati Uniti), Josep BORRELL FONTELLES (L'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'UE)
Da sinistra a destrea: Antony BLINKEN (Stati Uniti), Josep BORRELL FONTELLES (L'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'UE) Foto: Unione Europea

STRASBURGO - L'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Josep Borrell, intervenendo davanti alla plenaria del Parlamento europeo oggi a Strasburgo, ha spiegato perché i due media russi «Sputnik» e «Russia Today» sono stati colpiti da un divieto di trasmissione e di distribuzione negli Stati membri, una decisione controversa che sta attirando critiche alle istituzioni europee in nome della libertà di stampa e di espressione.

Borrell a ricordato che la task force creata dall'Ue sette anni fa contro la disinformazione ha individuato centinaia di casi in cui sono coinvolti i media russi, per esempio riguardo alla Brexit, le elezioni, i vaccini anti-Covid, i movimenti secessionisti, in diversi Stati membri: nel Regno Unito, in Francia, Germania, Spagna e Italia. Un altro esempio diffuso ampiamente di interferenza e manipolazioni riguarda «i Balcani occidentali, sistematicamente presi di mira dalle campagne di disinformazione». E tutti questi esempi sono registrati sul sito web «EU versus disinformation», che l'Alto Rappresentante ha invitato a visitare e a usare.

«Ma la cosa più importante - ha detto a questo punto Borrell - è che abbiamo imposto dei costi ai media che perpetrano la disinformazione, incluso un divieto di trasmissione nell'Ue per Sputnik e Russia Today; perché questi non sono media indipendenti, ma sono, strumenti, armi nell'ecosistema di manipolazione del Cremlino».

Per questi divieti, «siamo stati criticati, accusati di attentare alla libertà di stampa. Ma - ha osservato l'Alto Rappresentante - consideriamo che cosa è l'informazione e che cosa sono questi media. Lasciatemi sottolineare l'essenza di questa questione: noi non stiamo cercando di decidere ciò che è vero è ciò che è falso. Io non sono il ministro della verità, noi non abbiamo ministeri della verità. Ma dobbiamo focalizzarci sugli attori stranieri che intenzionalmente, in modo coordinato, cercano di manipolare il nostro ambiente dell'informazione, per raggiungere i loro fini e per danneggiarci».

Borrell è quindi passato dall'inglese allo spagnolo, «per essere più diretto». E ha sottolineato: «La democrazia è un sistema che funziona in base all'informazione. L'informazione è il carburante della democrazia, e i cittadini agiscono in quanto cittadini sulla base delle informazioni che ricevono; è in base a ciò che sanno, a come interpretano la realtà, a come giudicano i propri governi, che i cittadini decidono il loro voto».

«La democrazia - ha aggiunto l'Alto Rappresentante - è un sistema che si alimenta con l'informazione: se c'è cattiva informazione, la democrazia è in cattivo stato, se l'informazione è contaminata dalla menzogna e i cittadini non possono essere veramente informati sulla realtà, il loro giudizio politico è compromesso. Ecco perché dobbiamo esigere che l'informazione sia un bene protetto. Quando si va a comprare la carne al supermercato, ci sono garanzie sulla qualità del prodotto per evitare che il suo consumo ci faccia ammalare. Ci devono essere simili garanzie anche per quanto riguarda l'informazione, affinché non contamini le menti».

«La democrazia - ha continuato l'Alto Rappresentante tornando all'inglese - funziona in base all'informazione: ecco perché la Russia ha creato Sputnik, che non è una testata innocente con una sua visione della realtà. Sputnik non è uno strumento mediatico che presenta una visione, ma è stato creato tramite un decreto presidenziale russo con l'obiettivo di riferire la politica dello Stato russo all'estero. E Russia Today, secondo quanto ha detto il suo stesso direttore, è capace di condurre una guerra di informazione, una guerra - ha ripetuto -, contro l'intero Occidente. Entrambi i canali facilitano poi le operazioni di influenza cibernetica, o vi partecipano, che sono attribuite al servizio di intelligence russo, il Gru».

Per questo, ha annunciato infine Borrell, «io proporrò un nuovo meccanismo che ci permetterà di sanzionare questi attori maligni dell'informazione, stiamo mettendo insieme una serie di strumenti per potenziare il nostro intervento».