30 novembre 2021
Aggiornato 22:30
Relazioni internazionali

Nuove sanzioni UE contro la Bielorussia

Ne hanno parlato i ministri dei Ventisette al Consiglio Affari esteri dell'UE, che si è svolto ieri a Bruxelles, e di cui ha riferito l'Alto Rappresentante Ue per la Politica estera Josep Borrell

Vladimir Putin con il Presidente bielorusso, Alexander Lukashenko
Vladimir Putin con il Presidente bielorusso, Alexander Lukashenko kremlin.ru

BRUXELLS - Nuove sanzioni Ue contro i responsabili della tragica strumentalizzazione dei migranti, ingannati e spinti alle frontiere con l'Ue da parte del regime bielorusso di Aleksandr Lukashenko, mentre intanto cominciano ad avere i primi risultati le pressioni per far arrivare gli aiuti umanitari e per rimpatriare e persone bloccate davanti ai fili spinati del confine polacco. Ne hanno parlato i ministri dei Ventisette al Consiglio Affari esteri dell'Ue, che si è svolto ieri a Bruxelles, e di cui ha riferito poi stasera, in conferenza stampa, l'Alto Rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza comune, Josep Borrell.

«Abbiamo iniziato - ha detto Borrell - con una questione che è nella mente di tutti, la Bielorussia. In Bielorussia continuiamo ad affrontare una aggressione ibrida contro le frontiere dell'Unione europea. Studiamo tutte le opzioni possibili per dissuadere il regime di Lukashenko dall'attaccarci e dall'attaccare la sua propria popolazione».

«Abbiamo deciso - ha continuato l'Alto Rappresentante - di ampliare la portata del nostro regime sanzionatorio contro la Bielorussia. Da oggi saremo in grado di sanzionare più persone sulla base della loro attività per l'organizzazione di questi voli da diversi paesi verso la Bielorussia, e di là verso le frontiere dell'Ue».

«Allo stesso tempo - ha aggiunto -, abbiamo concordato di adottare un nuovo pacchetto di sanzioni, il quinto, che verrà poi finalizzato nel corso dei prossimi giorni. Riguarderà un numero importante, non ancora precisato, di persone ed entità. Comunque politicamente la decisione è stata adottata. Ampliando le sanzioni potremo colpire coloro che sono responsabili dello sfruttamento di migranti vulnerabili e di favorire l'attraversamento illegale verso l'Ue».

Per preparare l'incontro di oggi, Borrell ha parlato ieri al telefono con i ministri degli Esteri polacco, Zbigniew Rau, lituano Gabrielius Landsbergis, e anche con il bielorusso Vladimir Makei, oltre che con il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Con Makei, ha riferito, «ho ripetuto l'appello a Minsk affinché la smetta di portare persone ai nostri confini, trattenendoli nell'area di frontiera, mettendone le vite a rischio e spingendoli a cercare di entrare nell'Ue. Le frontiere dell'Unione europea - ha avvertito - non sono aperte senza limiti. L'accesso è solo possibile con attraversamenti legittimi dei confini che rispettano i requisiti dell'Ue, con i visti, o attraverso le procedure di asilo; e qualsiasi informazione che dica altro è sbagliata, ed è pura disinformazione».

«La strada per l'Unione europea - ha continuato Borrell - non passa per la Bielorussia; e le nostre delegazioni nel mondo, soprattutto quelle nei paesi più interessati, stanno fornendo informazioni per evitare che la gente sia strumentalizzata, le persone trattate come armi, ingannate e trasformate in strumenti con obiettivi politici. Questo è illegale e inumano. E alla gente che è stata intrappolata in questo deplorevole sistema deve essere fornita la necessaria assistenza. Questa è una delle ragioni del mio colloquio con Makei e anche con il segretario generale dell'Onu».

«La responsabilità di ciò che sta accadendo - ha indicato ancora l'Alto Rappresentante - è della Bielorussia, al 100%. Possiamo cominciare a risolvere questo problema fermando il flusso di persone; e a quelli che stanno già in Bielorussia deve essere fornita assistenza umanitaria. E - ha puntualizzato - coloro che non possono ottenere lo status di rifugiati devono tornare nei loro paesi di origine. Abbiamo visto che le autorità irachene stanno organizzando voli di rimpatrio d'emergenza per chi vuole tornare, e noi salutiamo questa decisione».

«Questa - ha rilevato Borrell - è una crisi che è stata artificialmente creata, e non dovrebbe distrarre dalla situazione interna della Bielorussia, con la continua violazione su larga scala dei diritti umani». Con Minsk «il dialogo sarà ripristinato non importando le persone alle nostre frontiere, ma quando il regime cesserà le violenze e comincerà a rispettare i diritti umani della propria popolazione e delle altre persone all'estero».

«Io non sono al corrente - ha detto poi rispondendo alla domanda un giornalista - delle discussioni segrete fra il presidente russo Vladimir Putin e Lukashenko, ma è chiaro che Lukashenko sta facendo quello che sta facendo perché ha il sostegno della Russia, anche se Mosca dice non c'entra niente. E' chiaro quando il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov parla degli eventi in Bielorussia, e se la prende con me e con gli europei per ciò che sta succedendo. Francamente non credo proprio che Lukashenko possa fare quel che sta facendo senza un forte sostegno della Russia», ha ripetuto.

«Se poi ci sia o no - ha aggiunto - un nesso con i movimenti di truppe russe lungo i confini con l'Ucraina onestamente non posso saperlo, e non voglio dare un giudizio o fare un processo alle intenzioni. Vero è che il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, è stato a Kiev e ha lanciato un forte avvertimento. Se dice quello che dice avrà i suoi motivi per farlo».

Infine, Borrell ha riferito che la Bielorussa potrebbe ora consentire l'accesso delle organizzazioni Onu e di quelle umanitarie ai migranti in difficoltà al confine polacco. «Obiettivo della mia telefona a Mekei ieri era quello di essere sicuro di avere tutte le informazioni necessarie prima di parlarne con i miei colleghi oggi. Prima di parlare con il segretario generale Onu volevo sapere quale fosse esattamente l'atteggiamento della Bielorussia, riguardo alla situazione dell'aiuto umanitario e ai voli di rimpatrio di coloro che sono bloccati alle frontiere».

«Ho chiesto - ha detto ancora l'Alto Rappresentante - in modo franco quale sia la situazione, se la Bielorussia voglia dare aiuti umanitari, o se permetterà che sia fornito a queste persone, che cosa intenda fare con loro. Sono persone che non possono venire nell'Unione europea, ma non possono neanche morire congelate alle sue frontiere». Il ministro bielorusso «mi ha garantito che fornirà sostegno, che accetterà l'accesso delle organizzazioni delle Nazioni Unite per l'aiuto ai rifugiati. Ma - ha concluso Borrell - ha declinato tutte le responsabilità per il fatto che queste persone si trovano là».

(con fonte Askanews)