30 novembre 2021
Aggiornato 21:00
Dito puntato su elezioni inique e su pena di morte

La Bielorussia sotto accusa sui diritti umani

La Bielorussia è stata oggi al centro di critiche da parte delle Nazioni unite che hanno denunciato la sua performance scadente sul fronte dei diritti umani, con i diplomatici Onu che hanno lamentato un'atmosfera d'intidimidazione e hanno chiesto al Paese di garantire elezioni libere e giuste.

ROMA (askanews) - La Bielorussia è stata oggi al centro di critiche da parte delle Nazioni unite che hanno denunciato la sua performance scadente sul fronte dei diritti umani, con i diplomatici Onu che hanno lamentato un'«atmosfera d'intidimidazione» e hanno chiesto al paese di garantire elezioni libere e giuste.

Liberazione dei prigionieri politici e fine delle esecuzioni
Durante la riunione, che s'è tenuta presso il Consiglio per i diritti umani dell'Onu, il regime del presidente Alexander Lukashenko, ininterrottamente al potere dall'indipendenza, hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici e la fine delle esecuzioni. L'ambasciatore Usa presso il consiglio, Keith Harper, ha invitato la Bielorussia a «emendare le sue leggi elettorali e metterle in linea con le raccomandazioni dell'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa)». Il paese, ha detto ancora il diplomatico, deve «dimostrare rispetto per il processo politico democratico, la libertà d'associazione e la libertà d'espressione prima delle elezioni presidenziali 2015».

Passi avanti dal Paese?
Il rappresentante bielorusso all'Onu a Ginevra, Mikhail Khvostov, ha insistito che molto è stato fatto per assicurare che le elezioni abbiano luogo in modo «caldo, onesto, trasparente». Ha inoltre aggiunto che osservatori regionali e internazionali sono stati invitati nel paese. I diplomatici Onu hanno parlato nell'ambito della cosiddetta Universal Periodic Review, che ha luogo ogni quattro anni, Minsk s'è trovata sotto un fuoco di fila di critiche. L'ambasciatore svedese Jan Knutsen ha puntato il dito contro la Bielorussia perché mantiene, unico paese in Europa, ancora la pena di morte. «Le esecuzioni in Bielorussia - ha detto il diplomatico - avvengono in eventi non pubblici e i luoghi non sono resi pubblici. I parenti non ricevono le spoglie della persona giustizia né vengono avvisati del luogo di sepoltura». Il viceministro degli esteri di Minsk Valentin Ryabkov ha sostenuto che un gruppo parlamentare ha esaminato la questione nel 2013 e ha verificato che il 70 per cento dei bielorussi vuole mantenere la pena di morte, che è utilizzata solo «per i casi più gravi».