15 ottobre 2021
Aggiornato 22:00
Politiche europee

Migranti, 12 paesi chiedono di costruire muri. Bruxelles: «Ne hanno diritto, ma con i loro soldi»

I dodici firmatari sono Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia. Un mix che mette insieme sovranisti e «frugali»

Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen Unione Europea

BRUXELEES - La commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson, ha affermato durante una conferenza stampa ieri pomeriggio a Lussemburgo, al termine del Consiglio Giustizia e Affari interni dell'Ue, di comprendere gli Stati membri che intendono costruire muri o barriere per proteggere meglio le loro frontiere, e di non avere nulla in contrario; ha precisato, tuttavia, di non essere d'accordo con la richiesta che queste strutture siano finanziate con i fondi Ue, ma solo perché i fondi comunitari dedicati alla gestione delle frontiere esterne sono «limitati».

E' la risposta ai 12 Stati membri (Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Poloni, e Slovacchia) che ieri, con una lettera inviata a Bruxelles, hanno chiesto proprio questo: il finanziamento comunitario della costruzione di muri e barriere per fermare, nel caso specifico, i migranti che cercano di entrare nell'Ue dalla Biolorussia.

Si tratta di una posizione nuova da parte della Commissione, che sotto la presidenza di Jean-Claude Juncker aveva affermato di essere «contro i muri», e che anche con l'attuale presidente Ursula von der Leyen si era sempre limitata a ricordare che la competenza sulla gestione delle frontiere è nazionale e che sono dunque gli Stati membri a decidere; ma non aveva mai espresso, finora, un sostegno esplicito alla costruzione di muri e barriere.

Oggi, invece, la commissaria Johansson ha affermato che «abbiamo davvero bisogno di rafforzare la protezione dei nostri confini esterni. Alcuni Stati membri - ha continuato - hanno chiesto di costruire delle barriere e di finanziarle con i fondi Ue. Li capisco e non sono contraria. Ma che sia una buona idea finanziarne la costruzione con fondi Ue, non credo».

«Abbiamo presentato delle proposte per le protezione delle frontiere esterne - ha poi aggiunto Johansson rispondendo a chi chiedeva se la Commissione appoggi le posizioni sull'immigrazione degli Stati membri che chiedono di innalzare muri -, proposte che consentono agli Stati membri di fronteggiare situazioni di crisi e favoriscono l'interoperabilità; abbiamo molte proposte sul tavolo e credo che gli Stati dovrebbero ora approvarle, magari emendandole, invece di presentarne altre nuove».

«Lo dico a nome della Commissione, e non a titolo personale: la nostra posizione è che gli Stati membri hanno il diritto e la responsabilità di proteggere le loro frontiere, e che sono nella posizione migliore per decidere come farlo; a condizione, naturalmente, di rispettare l'acquis (il diritto e la giurisprudenza, ndr) dell'Ue», ha insistito la commissaria.

«Quindi - ha concluso Johansson - se gli Stati membri vogliono costruire delle barriere, possono farlo, non ho nulla in contrario. Ma se mi si chiede se dobbiamo usare i fondi comunitari limitati che abbiamo a disposizione, questa è un'altra questione», anche perché, ha ricordato, i finanziamenti per la gestione delle frontiere esterne sono stati ridotti proprio dagli Stati membri, durante l'ultimo negoziato per il quadro di bilancio pluriennale dell'Ue per il periodo 2021-2027.

(con fonte Askanews)