21 ottobre 2021
Aggiornato 01:30
La crisi del coronavirus

Covid-19, la «disfida» franco-inglese sulla variante beta

Londra ha annunciato che i residenti britannici completamente vaccinati di ritorno dalla Francia dovranno alla fine continuare a osservare la quarantena, seminando frustrazione e rabbia

Covid-19, la «disfida» franco-inglese sulla variante beta
Covid-19, la «disfida» franco-inglese sulla variante beta ANSA

La variante Beta del Covid 19 - diffusa in Francia - potrebbe eludere i vaccini, in particolare Astra Zeneca, ha avvertito uno scienziato consulente del governo del Regno Unito, dove la variante Delta, rilevata inizialmente in India e molto contagiosa, risulta maggioritaria. Ed è così che è partita una disfida attraverso la Manica, come non se ne vedevano da tempo.

Londra ha annunciato che i residenti britannici completamente vaccinati di ritorno dalla Francia dovranno alla fine continuare a osservare la quarantena, seminando frustrazione e rabbia, poco prima di un previsto allentamento delle regole.

Il fatto è che da lunedì, le persone completamente vaccinate nel Regno Unito e provenienti da paesi classificati come «arancioni», compresa l'Italia, non dovranno più osservare la quarantena al loro arrivo in Inghilterra. Ma la Francia alla fine sarà un'eccezione a causa della «presenza persistente» di casi in Francia della variante Beta ha annunciato il governo venerdì sera.

È probabile che i governi di Galles, Scozia e Irlanda del Nord adotteranno la stessa misura. Ed è duro colpo per l'industria dei viaggi che sperava in una «ripresa significativa» nella sua attività con l'allentamento.

L'amministratore delegato di Easyjet Johan Lundgren ha accusato il governo britannico di «causare confusione e incertezza». Questo «caos» che ha colpito migliaia di vacanzieri ha fatto notizia su diversi quotidiani.

Ma è anche un segnale poco confortante, mentre nella vicina Irlanda continua a ticchettare l'orologio sul sito web della Licensed Vintners Association (LVA), che rappresenta i pub di Dublino, che mostra il numero di giorni, ore, minuti e secondi che alcuni dei suoi membri stanno aspettando di riaprire. Se tutto va bene i pub irlandesi potranno aprire entro il 26 luglio, giorno 497.

Per allora il governo irlandese ha promesso di far riprendere l'ospitalità al coperto per i clienti che sono completamente vaccinati o si sono ripresi dall'infezione.

Segnerà la fine di uno dei più lunghi lockdown in Europa e un passo verso la ripresa per un'industria che si vanta di essere un'istituzione culturale e sociale in Irlanda. Per alcuni pub sarà troppo tardi, quando banche, proprietari terrieri e altri creditori busseranno alla loro porta.

Ma intanto se oltre la Manica l'umore non è dei migliori, non soltanto in Gran Bretagna, dall'altra parte, in Francia la risposta alle misure inglesi sembra quasi speculare.

Se infatti i britannici sono preoccupati dalla variante Beta in Francia, i francesi lo sono dalla variante Delta in Gran Bretagna e non solo là.

«Provenienza/ritorno da Spagna e Portogallo, ma anche da Cipro, Grecia, Paesi Bassi e Regno Unito: per i non vaccinati è richiesto un test antigenico o PCR inferiore a 24 ore». Così in un tweet il sottosegretario francese agli Affari europei, Clement Beaune, che segna una stretta maggiore sugli arrivi da alcuni Paesi europei, ma non dall'Italia.