4 agosto 2021
Aggiornato 22:00
La crisi del coronavirus

Vaccini, l'UE valuterà Sputnik russo come altri

La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides: «Tutti i vaccini vengono valutati sulla base di prove e dati scientifici, una volta che le richieste sono state inviate all'EMA»

Vaccini, l'UE valuterà Sputnik russo come altri
Vaccini, l'UE valuterà Sputnik russo come altri Ufficio Stampa

BRUXELLES - Se e quando sarà richiesta all'UE un'autorizzazione per l'immissione in commercio negli Stati membri per il vaccino russo anti Covid Sputnik V, la domanda sarà valutata dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) secondo gli stessi criteri di sicurezza ed efficacia che sono stati utilizzati per la procedura d'autorizzazione degli altri vaccini. Lo ha confermato oggi la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, durante una videoconferenza stampa a Bruxelles. Ma, ha avvertito, questo è molto diverso dalle procedure nazionali d'autorizzazione d'urgenza, che possono avvenire sotto l'esclusiva responsabilità dei singoli Stati membri.

«Tutti i vaccini vengono valutati sulla base di prove e dati scientifici, una volta che le richieste sono state inviate all'Ema. Pertanto, qualsiasi vaccino, russo o altro, verrà valutato con questi dati come il resto dei vaccini una volta che sarà stata richiesta l'autorizzazione, con requisiti di efficacia e sicurezza dello stesso livello» ha detto Kyrikides, in risposta alle domande della stampa.

La Commissaria ha poi chiarito la posizione Ue rispetto all'Ungheria, che ha già cominciato ad acquistare i vaccini Sputnik dopo averli autorizzati con una procedura nazionale d'emergenza. Quello ungherese riguardo allo Sputnik «è un procedimento di autorizzazione di emergenza per un vaccino che non è fra quelli riguardanti i nostri Accordi di fornitura anticipata», ha spiegato, e non si tratta quindi, di un «accordo parallelo», vietato, con aziende che rientrano nel portafogli comune dei vaccini dell'Unione. Di conseguenza, l'Ue non ha l'autorità di impedire decisioni degli Stati membri come quella ungherese.

Ma, hanno avvertito Kyriakides e il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas, presente anche lui alla conferenza stampa, lo Stato membro che concede un'autorizzazione d'emergenza - al di fuori quindi del quadro comune degli Accordi di fornitura anticipata e senza passare per l'approfondita valutazione scientifica di sicurezza ed efficacia da parte dell'Ema - lo fa assumendosi tutta la responsabilità in caso di rischi ed effetti collaterali per la popolazione, che dovessero emergere a seguito dell'uso di quel vaccino.

Nell'approccio comunitario che copre i Ventisette, le autorizzazioni condizionate all'immissione nel mercato Ue, conseguenti al via libera dell'Ema, comprendono infatti norme sulla responsabilità e gli indennizzi «all'europea», ovvero «clausole di protezione che conferiscono alle aziende la responsabilità civile», ha ricordato Schinas; ma ha concluso , «tutto ciò che esce da questo quadro si fa in altro modo, e a rischio e pericolo degli Stati membri».

(con fonte Askanews)