21 ottobre 2020
Aggiornato 08:30
Europa

Coronavirus, l'allarme di Kyriakides: «In alcuni Stati UE la situazione ora è peggiore di marzo»

La commissaria europea alla Salute: «Questo è un vero motivo di preoccupazione. Significa, per essere molto chiari, che le misure di controllo adottate semplicemente non sono state abbastanza efficaci»

La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides
La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides ANSA/EPA

La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, ha lanciato un allarme e un avvertimento, durante una videoconferenza stampa a Bruxelles, sul rischio di un ritorno alla drammatica situazione epidemiologica della primavera scorsa in Europa, con i contagi e i decessi da Covid-19 in continuo aumento, e un ritorno ai lockdown generalizzati nei paesi Ue.

«Le restrizioni dure ma necessarie imposte dalla maggior parte degli Stati membri durante la primavera sono riuscite a rallentare la diffusione del virus e ci hanno permesso di iniziare lentamente e gradualmente a tornare a quella che per qualche tempo rimarrà la nostra nuova normalità. Tuttavia - ha osservato Kyriakides durante la conferenza stampa, convocata per presentare una nuova valutazione di rischio della pandemia da parte del Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) - la tanto attesa e necessaria revoca di alcune delle restrizioni durante l'inizio dell'estate ha condotto proprio alla situazione contro cui avevamo continuamente messo in guardia: un aumento dei casi».

«In alcuni Stati membri - ha sottolineato la commissaria - la situazione è persino peggiore che durante il picco di marzo. Questo è un vero motivo di preoccupazione. Significa, per essere molto chiari, che le misure di controllo adottate semplicemente non sono state abbastanza efficaci, o non sono state applicate o seguite come avrebbero dovuto. E questo è chiaramente sottolineato nella valutazione del rischio aggiornata pubblicata oggi dall'Ecdc».

E se «le persone risultate positive al Covid-19 sono ora più giovani in diversi Stati membri» e «i tassi di mortalità rimangono inferiori rispetto alla situazione precedente, stiamo iniziando a vedere un aumento dei tassi di ricovero nelle unità di terapia intensiva», ha ricordato Kyriakides.

E ha avvertito: «Non possiamo abbassare la guardia. Questa crisi non è alle nostre spalle».

Inoltre, ha aggiunto, «l'autunno e l'inverno sono il periodo dell'anno con più malattie respiratorie, compresa l'influenza stagionale. Per prevenire quella che potrebbe essere una «pandemia gemella» ('twindemic', ndr) letale di Covid-19 e influenza, che potrebbe sovraccaricare i nostri sistemi sanitari e portare a maggiori perdite di vite umane, dobbiamo aumentare - ha sottolineato ancora la commissaria - i tassi di copertura della vaccinazione antinfluenzale».

Kyriakides ha quindi spiegato di vedere «oggi, «in un contesto francamente preoccupante», l'assoluta necessità di inviare un messaggio forte e chiaro agli Stati membri che le nostre raccomandazioni di luglio sulla preparazione a breve termine» contro la pandemia «sono più valide che mai». E dunque, «da test più intensi a tracciamento più ravvicinato dei contatti, da una migliore sorveglianza della salute pubblica a un migliore accesso ai dispositivi di protezione individuale e ai medicinali e alla garanzia di una sufficiente capacità di assistenza sanitaria: tutti gli Stati membri devono essere pronti ad attuare le misure appropriate, al momento giusto e immediatamente, al primo segno di potenziali nuovi focolai».

Tuttavia, «dobbiamo ancora ricevere notifica da diversi Stati membri su come stanno procedendo nell'attuazione delle azioni urgenti raccomandate a luglio. Sentire da loro 'oggi siamo Ok' non è abbastanza. Stiamo preparando piani - ha chiesto Kiriakides - per gli scenari peggiori?"

La commissaria si è poi detta «profondamente preoccupata per ciò che vedo ora e per ciò che potremmo vedere nelle prossime settimane», mentre «mancano ancora mesi prima di avere un vaccino contro il Covid-19». E comunque, ha osservato, «anche il vaccino non sarà una bacchetta magica ('silver bullet', ndr)» che risolve tutto immediatamente.

Un'altra fonte di preoccupazione è il rischio che la gente cominci ad averne abbastanza delle misure di distanziamento e precauzione sanitaria. «In quanto cittadini, siamo tutti la prima linea di difesa contro il Covid e la nostra autodisciplina nell'adesione alle misure sarà determinante per i prossimi mesi... In alcuni luoghi - ha rilevato Kyriakides - stiamo assistendo a una vera stanchezza nei confronti delle misure di allontanamento fisico, a un'apparente inosservanza delle norme, e persino a proteste in alcuni paesi». La commissaria ha perciò esortato gli Stati membri a convincere «soprattutto i giovani, per assicurarsi che comprendano la gravità della situazione», e poi a «essere coerenti nella loro comunicazione, ad assicurare la massima prevedibilità possibile per consentire ai cittadini e alle imprese di mantenere il controllo». Secondo Kyriakides, «la prevedibilità, la comunicazione chiara ai cittadini e il coordinamento con gli altri Stati membri aumenteranno il rispetto delle misure di protezione».

«Non lo sottolineerò mai abbastanza: siamo tutti responsabili l'uno dell'altro. Dobbiamo tutti, indipendentemente dall'età o dalla vulnerabilità, continuare a mantenere le distanze fisiche, indossare mascherine sul il viso, curare l'igiene delle mani, cercare di incontrarci di persona solo all'interno di una 'bolla sociale' di parenti e amici e rimanere a casa quando ci si sente male», ha insistito la commissaria, .

A questo proposito, Andrea Amon, la direttrice dell'Ecdc che ha partecipato alla conferenza stampa, ha rilevato che «festività, grandi cene di famiglia, matrimoni, e riunioni di amici e familiari stanno trainando ('driving', ndr) il quadro epidemiologico, e questo in molti paesi, non solo in Spagna».

«Siamo in un momento decisivo. Dobbiamo agire con determinazione. Potrebbe essere la nostra ultima possibilità di evitare un ripetersi di ciò che è accaduto primavera scorsa», ha avvertito ancora Kyriakides, e ha concluso: «Noi siamo qui per evitare che succeda, per evitare nuovi lockdown generalizzati. La mia responsabilità come commissaria europea alla Salute è di restare vigili. E' il momento di mostrare responsabilità personale e collettiva».

(con fonte Askanews)