7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Futuro della Nato, Berlino smentisce litigio Macron-Merkel

Secondo il New York Times il 10 novembre scorso, a margine della cena per celebrare i trent'anni della caduta del Muro, i due dirigenti avrebbero avuto uno scambio di vedute tempestoso

La Cancelliera Angela Merkel con il Presidente francese, Emmanuel Macron
La Cancelliera Angela Merkel con il Presidente francese, Emmanuel Macron ANSA

BERLINO - Il portavoce del governo tedesco ha smentito l'esistenza di un diverbio fra la Cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Enmmnauel Macron sul tema della Nato, pur ammettendo che i due Pesi hanno approcci diversi alla questione.

«A memoria della Cancelliera, quella sera non vi sono state né lamentele, né arrabbiature né litigi» ha spiegato Steffen Seibert in conferenza stampa a Berlino, smentendo in tal modo una notizia pubblicata dal quotidiano statunitense The New York Times secondo la quale il 10 novembre scorso, a margine della cena per celebrare i trent'anni della caduta del Muro, i due dirigenti avrebbero avuto uno scambio di vedute tempestoso.

Berlino: «Approcci politici differenti»

Seibert ha tuttavia ammesso che i due dirigenti hanno discusso di «approcci politici spesso differenti della Germania e della Francia per far fronte ai problemi e alle sfide, e al fatto che sono sempre alla ricerca di soluzioni». Secondo il Nyt Merkel aveva comunicato a Macron senza mezzi termini la propria irritazione per le dichiarazioni del presidente francese riguardo alla «morte cerebrale» della Nato: «Capisco il desiderio di una politica di rottura, ma io devono ogni volta raccogliere i cocci», avrebbe concluso la Cancelliera. A questa frase Macron avrebbe ribattuto a sua volta: «Non posso fare finta di nulla».

Polemiche sull'inazione della Nato

La polemica riguardava in particolare l'inazione della Nato in seguito all'offensiva turca nel nord della Siria, senza alcuna concertazione con gli altri alleati. Per quando riguarda l'Alleanza Atlantica Merkel aveva già preso pubblicamente le distanze dalle affermazioni del Presidente francese, definite all'inizio di novembre «un giudizio intempestivo» con «dei termini radicali» che Berlino non condivide.