7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Trump «offre» a Erdogan un accordo commerciale da 100 miliardi di dollari

Un'offerta che farà infuriare almeno una parte della stragrande maggioranza della Camera che ha votato il mese scorso per infliggere sanzioni alla Turchia

Donald Trump con il Presidente turco Erdogan
Donald Trump con il Presidente turco Erdogan ANSA

WASHINGTON - Un pacchetto di incentivi per migliorare le relazioni tra Stati Uniti e Turchia, virtualmente identico a quello che l'amministrazione americana propose il mese scorso nel tentativo (fallito) di scongiurare l'invasione della Siria. Lo ha offerto il presidente Donald Trump all'omologo turco Recep Tayyip Erdogan, atteso oggi alla Casa Bianca. In una nuova lettera scritta a Erdogan la scorsa settimana - riporta il Washington Post - Trump ha sottolineato al presidente turco che un accordo commerciale da 100 miliardi di dollari e una soluzione alternativa per evitare le sanzioni statunitensi sull'acquisto dalla Russia da parte della Turchia del sistema di difesa antimissile S-400 sono ancora possibili, hanno spiegato alti funzionari dell'amministrazione.

Un'offerta - riflette il Post - che farà probabilmente infuriare almeno una parte della stragrande maggioranza della Camera che ha votato il mese scorso per infliggere sanzioni alla Turchia per il suo assalto in Siria e un gruppo di senatori bipartisan che ha presentato un disegno di legge simile. «È assolutamente vergognoso che il presidente Trump abbia invitato il presidente Erdogan alla Casa Bianca dopo che Erdogan ha attaccato i nostri alleati curdi siriani» e le forze sotto il comando turco «hanno compiuto quello che questa stessa amministrazione descrive come crimini di guerra», ha affermato il senatore democratico Chris Van Hollen, che ha «sponsorizzato» il disegno di legge al Senato insieme ad altri sette colleghi democratici e a otto repubblicani.

«Un duro che merita rispetto»

Per lungo tempo Trump ha mostrato affinità con il leader turco, definendolo «un amico» e «un duro che merita rispetto». Anche la visita alla Casa Bianca di Erdogan faceva parte del pacchetto offerto da Trump in un colloquio telefonico con il leader turco dello scorso 6 ottobre. «Abbiamo tolto [l'offerta] dal tavolo, ovviamente, quando i turchi sono entrati» in Siria, ha spiegato un alto funzionario. «Una volta ottenuto il cessate il fuoco, in un certo senso, abbiamo deciso di rimettere sul tavolo il pacchetto, compresa la visita».

In cambio della rinnovata offerta di Trump, Erdogan avrebbe continuato quella che l'amministrazione ha indicato come la sua 'adesione' a un accordo di cessate-il-fuoco del 17 ottobre, negoziato con il vicepresidente Pence una settimana dopo l'inizio dell'invasione, che limitava l'incursione turca. La Turchia, alleata Nato, continuerebbe inoltre a sostenere attivamente gli obiettivi degli Stati Uniti di scongiurare una rinascita dello Stato islamico in Siria e istituire un governo siriano stabile e rappresentativo.

Il dossier S-400

«La seconda cosa è che risolvano il dossier S-400 con nostra soddisfazione», ha sottolineato l'alto funzionario, uno dei tanti che ha parlato a condizione dell'anonimato. La fornitura del sistema russo a inizio di quest'anno ha determinato la decisione degli Stati Uniti di tagliare la Turchia dalla produzione e dall'acquisto di aerei F-35 e ha imposto sanzioni ai sensi del Countering America's Adversaries Through Sanctions Act (Caatsa) del 2017, rivolto a quanti acquistano sistemi di difesa russi.

Trump ha ritardato l'imposizione di tali sanzioni, malgrado l'insistenza degli alti funzionari dell'amministrazione a inizio anno che la semplice consegna dell'attrezzatura - che gli Stati Uniti e la Nato hanno dichiarato in grado di compromettere le capacità di occultamento degli F-35 di nuova generazione - sarebbe inaccettabile. La fornitura è iniziata a luglio. Il nuovo paletto dell'amministrazione americana è che gli S-400 «non diventino operativi», ha detto l'alto funzionario.