23 marzo 2019
Aggiornato 15:30
La crisi siriana

Siria, cosa sta facendo l'Italia

La vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re spiega che serve riavviare senza indugi il processo di Ginevra ora che l'eliminazione dello Stato islamico va completandosi

Profughi siriani lasciano le loro abitazioni
Profughi siriani lasciano le loro abitazioni ANSA

ROMA - In Siria, l'Italia «l'Italia continua a sostenere con convinzione gli sforzi delle Nazioni Unite» e del loro inviato speciale, incarico che vede il passaggio di consegne tra Staffan De Mistura e il norvegese Geir Pedersen. Lo ha affermato la vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re. «In Siria tocchiamo con mano quanto drammatica e cruenta possa diventare una crisi quando resta priva di un efficace processo politico», ha affermato durante l'indagine conoscitiva alla Camera sulla politica estera dell'Italia per la pace e la stabilità nel Mediterraneo. «Per questo motivo l'Italia continua a sostenere con convinzione gli sforzi delle Nazioni Unite e dell'inviato speciale affinché possa essere riavviato senza alcun ulteriore indugio il processo di Ginevra e pervenire in tal modo a una duratura soluzione del conflitto, ora che l'eliminazione dello Stato islamico va completandosi».

Accordo Russia-Turchia per una fascia smilitarizzata 
Nel quadro del contributo italiano alla stabilità della regione, che include gli sforzi nel contrasto a Daesh e gli impegni di cooperazione, «abbiamo accolto con favore i positivi sviluppi a Idlib e l'intesa tra la Turchia e la Russia per una fascia smilitarizzata che speriamo possano durare», ha aggiunto il vice ministro. «Ciò ha permesso finora di evitare un'offensiva su larga scala e potrebbe contribuire a riaprire, sotto la guida Onu, la via del negoziato politico». Tuttavia permangono dei nodi difficili da sciogliere, a partire dalla «pervicace» intenzione di Damasco di sottrarsi agli impegni sottoscritti al congresso nazionale siriano di Sochi, in primis quello di permettere un processo costituzionale credibile e libere elezioni sotto supervisione Onu.

Minacce alla sicurezza regionale
Né possono essere sottovalutate le minacce alla sicurezza regionale che promanano da una situazione venutasi a creare sul terreno con l'attiva presenza di cinque forze armate regolari. Nel prossimo periodo la linea italiana continuerà a essere orientata al raggiungimento di obiettivi di stabilizzazione della crisi, quali il lancio di un processo politico credibile, sotto l'egida delle Nazioni Unite e in linea con la risoluzione 2254. C'è inoltre, ha concluso Del Re, una «costante attenzione agli strumenti di assistenza umanitaria», nella convinzione che il ritorno dei rifugiati debba avvenire in condizioni di sicurezza, volontarietà e dignità, e il sostegno alla futura ricostruzione una volta che il processo politico sarà avviato.