21 marzo 2019
Aggiornato 22:30
Relazioni Russia-Germania

Crisi stretto di Kerch, telefonata Merkel-Putin

Le parti sono interessate all'allentarsi della situazione nella regione del Mar d'Azov, ha detto il Cremlino. Intanto è stata respinta la richiesta di Greenpeace contro gasdotto Nord Stream 2

Vladimir Putin e Angela Merkel
Vladimir Putin e Angela Merkel ANSA

MOSCA - Su iniziativa della parte tedesca, Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il cancelliere federale della Repubblica federale di Germania, Angela Merkel. La crisi navale nello stretto di Kerch, il transito di gas attraverso l'Ucraina e la situazione strategica della sicurezza in connessione con le intenzioni dell'amministrazione statunitense di ritirarsi dal trattato sull'eliminazione dei missili a medio e corto raggio: questi problemi sono stati discussi nella conversazione telefonica tra il presidente russo e il Cancelliere tedesco ieri in serata. Le parti sono interessate all'allentarsi della situazione nella regione del Mar d'Azov, ha detto il Cremlino.

PLACARE LE TENSIONI - Vladimir Putin e Angela Merkel hanno parlato, in particolare, dei piani dell'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, «sulla situazione nel campo della sicurezza strategica in connessione con le intenzioni dell'amministrazione statunitense di ritirarsi dal Trattato sull'eliminazione dei missili a medio e corto raggio», si legge in una nota sul sito web del Cremlino. Il presidente della Russia e il cancelliere tedesco hanno anche osservato che le parti sono interessate a placare le tensioni nelle regioni di Azov e del Mar Nero. È stato sottolineato che i problemi «erano il risultato di azioni provocatorie delle autorità ucraine», aggiunge il Cremlino.

NORD STREAM 2 - Respinta la richiesta di Greenpeace contro la costruzione di «Nord Stream 2» nella regione di Leningrado da un tribunale russo. La corte Moskovsky di San Pietroburgo ha rifiutato di soddisfare la pretesa della Ong. Lo ha annunciato il servizio stampa dei tribunali di San Pietroburgo. L'organizzazione ritiene che, a seguito della costruzione del gasdotto, ci saranno chilometri di disboscamento e che il Nord Stream 2 «potrebbe portare un disturbo dell'habitat naturale delle piante elencate nel Libro rosso della Federazione Russa (il libro dove vengono elencate le specie in via d'estinzione) e nel Libro rosso della Regione di Leningrado» e «violerebbe i diritti di un gruppo non specificato di persone in un ambiente favorevole». Il sito web di Greenpeace riporta che il presidio della Corte municipale di San Pietroburgo ha respinto il 10 ottobre la richiesta della filiale russa dell'organizzazione.