16 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

Merkel all'ultima spiaggia: potrebbe cadere già alle elezioni di domenica

Se l'Spd non raggiungerà almeno il 20% in Assia, il governo tedesco rischia di collassare. E la Cancelliera potrebbe essere sostituita da Wolfgang Schaeuble

La cancelliera tedesca Angela Merkel
La cancelliera tedesca Angela Merkel (Armando Babani | EPA)

BERLINO - Spd almeno al 20% in Assia, oppure fine della coalizione di governo e, probabilmente, anche fine dell'era Merkel. Così Hubert Seipel, giornalista, documentarista e scrittore tedesco, riassume la posta in gioco, enorme, delle elezioni di domenica 28 ottobre nel Land centro-occidentale, tra i più prosperosi della Germania. Il risultato dei socialdemocratici (che in questo Stato partono dal 30,7% delle elezioni regionali di cinque anni fa) è in qualche modo ancora più importante in termini di conseguenze a livello federale rispetto alla performance della Cdu. I sondaggi dicono che l'Spd calerà, attestandosi comunque attorno al 23%, mentre per la Cdu della Merkel si profila un altro crollo: dal 38,3% del 2013 (o dal 30,)% delle elezioni generali del 207) dovrebbe fermarsi tra il 28,5% e il 26%, secondo gli ultimi rilevamenti. Gli stessi che promettono ai Verdi di arrivare al 20-22% dei voti, più che un raddoppio rispetto alle ultime regionali (9,9%), confermando il momento di grande favore.

Rischio di una nuova Baviera
«Domenica vedremo uno scenario simile a quello della Baviera, ma l'Spd si attesterà almeno al 20%, probabilmente qualcosa sopra in questo Land che è stata per decenni una inespugnata roccaforte rossa. Se dovesse scendere sotto questa soglia – secondo Seipel – semplicemente dovranno salutare tutti e 'addio'». Sarà inevitabile la crisi della Grosse Koalition Cd-Spd a livello federale? «Sì, se i socialdemocratici non ottengono almeno il 20% in Assia, non resterà loro che spegnere le luci e chiudere la porta: il governo federale dovrà fare una scelta e la coalizione potrebbe crollare in tempi brevissimi. Anche perché tra due mesi avremo sul tavolo la questione della leadership dei conservatori con il congresso della Cdu. Angela Merkel ha detto che si ricandiderà, credo lo farà, ma con una sconfitta della coalizione in Assia non penso sopravviverebbe. Se alla convention ottiene il 50% dei voti, o anche il 54%, avrà un segno talmente evidente di debolezza che non sarà possibile lasciare le cose come stanno».

Un sostituto già pronto
A questo scenario, afferma Seipel, i conservatori si preparano da tempo. «Hanno già un piano in tasca», in base al quale il presidente del parlamento Wolfgang Schaeuble, che è più o meno un conservatore di linea dura, con grande popolarità all'interno del partito, prenderebbe il sopravvento su Merkel. Questo potrebbe accadere già al Congresso Cdu, o «forse poco dopo perché è l'unico che può tenere assieme le diverse correnti da reggente, in attesa del nuovo leader dopo Merkel. L'anno prossimo abbiamo elezioni in un paio di Land nell'Est e gli attuali sondaggi stanno alimentando il dibattito sulla possibilità di una alleanza tra Cdu e (l'estrema destra) Alternative fur Deutschland. Si prospettano quindi due possibili poli, due possibili coalizioni: i Verdi, con i conservatori della Cdu e il Partito Liberal-Democratico Liberali o Afd e conservatori. Per i conservatori in calo, come l'Spd, diventa inevitabile o uno spostamento verso sinistra o scivolare verso la destra, verso l'Afd».

La crescita dei Verdi
I Verdi sono dati in ascesa anche in Assia. Cosa c'è alla base di questo generale exploit elettorale? «Si tratta innanzitutto di un fenomeno molto urbano – argomenta Seipel – c'è una classe media urbana che cresce ed è cresciuta particolarmente negli ultimi anni, favorendo i Verdi, percepiti come più sensibili ai problemi delle città. Il secondo fattore è la disillusione per i grandi partiti, che spinge verso i Verdi nuovi voti. È importante prendere in considerazione la performance dei grandi partiti e del governo: nell'ultimo anno e mezzo, dopo le ultime elezioni generali, per il governo praticamente non ci sono risultati e la gente non ha assistito ad altro che a continue lotte sulla questione dell'immigrazione, a un costante posizionamento rispetto alle destra. I Verdi sono così diventati un porto di approdo per chi si preoccupa dei diritti umani, lo sono diventati anche per i conservatori che non si ritrovavano più con la tendenza governativa sui diritti. Un pezzo di elettorato un po' alla volta si è unito ai Verdi, che sono lievitati» e lo faranno anche in Assia.