16 novembre 2018
Aggiornato 16:30

Merkel kaputt: in Baviera un terremoto politico che cambierà l'Europa

La Csu perde per la prima volta la maggioranza assoluta, l'Spd si ferma al 9,5% dei voti. Avanzano Verdi e ultradestra
La cancelliera tedesca Angela Merkel
La cancelliera tedesca Angela Merkel (Clemens Bilan | EPA)

MONACO - Dalle elezioni in Baviera emergono due dati forti, e destinati a cambiare gli equilibri interni ed esterni alla Germania: il primo è la fine del «modello Merkel». Si chiude, inesorabilmente, la maggioranza assoluta per la Csu, e con essa si assiste al tremendo crollo di consensi di due dei tre partner di governo, con la Spd che perde addirittura il 10,9% dei suoi elettori: il suo peggior risultato di sempre nel Land bavarese. Il secondo dato è che, d'ora in avanti, anche l'Europa a immagine e somiglianza di Angela Merkel non sarà più la stessa. Il terremoto atteso c'è stato: i socialdemocratici vengono letteralmente spazzati via, i cristiano-sociali di Horst Seehofer perdono la maggioranza assoluta, crollando al 37,3%, cioè 10 punti in meno rispetto al voto di quattro anni fa. Sfondano i Verdi, che, raccogliendo parte di chi un tempo si diceva moderatamente di centrosinistra, con il 17,8 % dei voti diventano la seconda forza del Land, e avanza l'ultradestra, con l'ingresso per la prima volta nel parlamento bavarese di Alternative fuer Deutschland, che conquista il 10,7%. Tutto questo mentre nel Lussemburgo del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker i «suoi» cristiano-democratici restano sì primo partito ma con solo il 28%.

Seehofer si dimetterà o cercherà nuove alleanze?
«Debacle per Csu e Spd», titola il quotidiano Bild, mentre Der Spiegel parla di «amara sconfitta» per l'Unione Cristiano-Sociale (Csu), alleato cruciale della cancelliera Angela Merkel, che per decenni ha governato incontrastata la Baviera. Il premier del ricco Land tedesco, Markus Soeder, ha definito «doloroso» l'esito uscito dalle urne, mentre il leader della Csu e ministro dell'Interno Seehofer ha ammesso che «non è stato un bel giorno per noi», aggiungendo però che è solo «una faccia della medaglia», perché il voto affida «un chiaro mandato» al partito per dare vita a un nuovo governo. Punti di vista... Come ovvio, il primo a rischiare la poltrona potrebbe essere Horst Seehofer. I suoi gli chiedono già un passo indietro, soprattutto dopo che un anno fa aveva convinto gli elettori a votare per lui con la promessa che avrebbe risollevato le sorti del partito. Tuttavia, può ancora sperare di trovare alleati di governo, ed è probabile che Seehofer guarderà ai conservatori di Freie Waehler, che hanno conquistato l'11,6%.

Merkel nei guai
La pressione sulla cancelliera a questo punto si fa altissima. Merkel, al potere da 13 anni, da un anno e mezzo alla guida della fragilissima Grosse Koalition con la Csu e l'Spd, a dicembre dovrà affrontare il voto dei militanti per essere riconfermata alla guida del proprio partito. «E' un monito alla Cdu (Unione Cristiano-Sociale) - ha commentato il segretario del partito Annegret Kramp-Karrenbauer - ed è per questo che la nostra priorità nelle prossime due settimane deve essere l'Assia». In questa regione si voterà il 28 ottobre: lì i conservatori sono alla testa di una coalizione con i Verdi. «Se si copia l'estrema destra, si perde», ha detto la leader dei Verdi, Annalena Baerbock. Da parte sua, la leader dell'AfD, Alice Weidel, ha affermato che il governo della Merkel «non è una Grosse Koalition ma una Mini Koalition», chiedendo alla cancelliera di «avviare il cammino per nuove elezioni». Stando a un sondaggio dell'emittente ARD, la maggiorparte degli elettori attribuisce ai politici di Berlino la disfatta della Csu: il 56% ritiene Seehofer il principale responsabile, mentre il 24% punta il dito contro Angela Merkel, seguita dal premier bavarese Soeder, con l'8%. Seehofer, 69 anni, ha comunque già fatto sapere che intende «completare la missione» come ministro dell'Interno.

Salvini e Di Maio gioiscono: Italia precursore dell'Europa che cambia
Dall'Italia non poteva mancare il plauso del governo giallo-verde, e non solo, all'esito tedesco. «In Baviera ha vinto il cambiamento e ha perso l’Unione europea, il vecchio sistema che malgoverna da sempre a Bruxelles» ha commentato il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. «Sconfitta storica per democristiani e socialisti, mentre entrano in tanti, e per la prima volta nel Parlamento Regionale, gli amici di Afd. Arrivederci Merkel, Schultz e Juncker». Anche Luigi Di Maio non nasconde la sua soddisfazione: «A maggio l’Europa cambierà volto. Vi ho sempre detto che stava per arrivare un terremoto politico anche in Europa. Il voto in Baviera è solo un anticipo di quello che succederà. L’Italia, ora possiamo dirlo, è precursore dell’Europa che cambia. Così come abbiamo contribuito a fondarla, saremo protagonisti nel rifondarla. Sarà la fine dell’austerità e l’inizio della solidarietà. Sta per arrivare la 'manovra del popolo' anche a livello europeo»..

#versounanuovaEuropa?
«Congratulazioni ai nostri alleati di Afd che entrano per la prima volta nel Parlamento bavarese. Anche in Baviera avanzano gli identitari, sempre più forti, mentre crollano i partiti tradizionali #versounanuovaEuropa» ha twittato il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega. Soddisfazione anche da parte della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che dice: «Le politiche della Merkel non piacciono manco ai tedeschi, nonostante la Germania in questi anni si sia arricchita sulle spalle del resto d’Europa, figuriamoci a noi italiani che in questi anni abbiamo pagato il conto più salato di tutti alla Germania». Il voto in Baviera è il «preludio della tempesta che si abbatterà su tutto il continente alle prossime elezioni europee, Fratelli d’Italia è pronta a fare la sua parte».