14 novembre 2019
Aggiornato 17:30
Immigrazione

Il voltafaccia di Kurz: a Palazzo Chigi ringrazia Conte, in Europa lo bacchetta

Nel summit di Roma il cancellire austriasco ha confermato «unità di intenti» con l'Italia. Ma tornato a Vienna ha criticato l'operato del governo

Il premier Giuseppe Conte con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz
Il premier Giuseppe Conte con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ANSA

VIENNA - «Se non vogliamo un altro caso Diciotti abbiamo bisogno di una risposta europea: ho rappresentato la premura del mio Paese che si facciano maggiori investimenti nel Nord Africa». Quindi «bisogna rivedere quanto prima i protocolli operativi di alcune missioni europee, come Sophia e Frontex, che vanno aggiornate alle luce delle conclusioni del Consiglio europeo dello scorso giugno». Queste le parole di Giuseppe Conte al termine del summit di ieri a Palazzo Chigi con Sebastian Kurz. E il cancelliere austriaco davanti ai giornalisti italiani ha confermato il suo impegno, in questi di presidenza Ue, per arrivare a un accordo condiviso, di fatto, da un lato confermando i timori e dall'altro riconoscendo l'impegno del governo italiano. Una volta tornato in patria, però, il giudizio sull'operato del governo Conte è improvvisamente cambiato. Un 'voltafaccia' raccontato perfettamente in un'intervista che Kurz ha concesso al quotidiano Der Standard.

Il «voltafaccia» di Kurz
L'Italia, la Spagna e la Grecia sono «riluttanti» a rendere l'Agenzia europea delle guardie di frontiera (Frontex) una forza in grado di schierare i suoi effettivi alle frontiere dell'Ue. Questo il succo delle parole di Kurz a Der Standard. «Alcuni Paesi membri sono ancora un po' scettici», sull'estensione del mandato di Frontex. «Dobbiamo convincerli», ha aggiunto, citando per nome Italia, Spagna e Grecia. Questi Paesi hanno delle riserve «perché sono in gioco i loro diritti alla sovranità e anche le preoccupazioni legate a una migliore registrazione dei migranti», ha detto Kurz.

L'idea di Kurz per «convincere» l'Italia
Proponendo di aumentare il numero di guardie di frontiera europee a 10.000 entro il 2020, la Commissione europea intende consentire loro di intervenire alle frontiere dell'Ue per controllare meglio i flussi migratori. Tuttavia, ha affermato il Cancelliere austriaco, i paesi del Sud in cui arrivano i migranti «potrebbero non essere scontenti del fatto che molti nuovi entranti possano continuare il loro percorso con discrezione verso l'Europa centrale», alludendo al fatto che le autorità di questi Paesi potrebbero consentire ai migranti di lasciare il loro territorio senza alcuna registrazione.

La due giorni di Salisburgo
Il 19 e il 20 settembre a Salisburgo è in programma la Riunione informale dei Capi di Stato e di Governo dell'Unione Europea. Sul tavolo la Brexit e, soprattutto, la questione migranti. Ma difficilmente sarà l'incontro della svolta. Il cancelliere Kurz farà una relazione sui bilaterali avuti nelle scorse settimane con i leader dei paesi membri, sperando in un «un approccio costruttivo» da parte dell'Italia. Ma la linea di Bruxelles ormai è chiara: si continuerà a lavorare per la creazione di centri controllati all'interno dell'Ue per l'identificazione dei migranti e di piattaforme di sbarco ubicate soprattutto in nord Africa che consentano di riportare a terra i migranti raccolti in mare.