23 agosto 2019
Aggiornato 02:30
Relazioni USA-Cina

Cina, Pentagono preoccupato per i bombardieri nel Pacifico

Secondo un rapporto del Pentagono bombardieri cinesi sarebbero in fase di addestramento per arrivare a colpire obiettivi Usa e alleati nel Pacifico

Pentagono: «Cina si attrezza per colpire obiettivi Usa nel Pacifico»
Pentagono: «Cina si attrezza per colpire obiettivi Usa nel Pacifico» ANSA

La Cina ha sviluppato le capacità della sua aeronautica, addestrandola «probabilmente» a tenere nel mirino obiettivi americani nel Pacifico, compreso il territorio di Guam. Lo afferma un rapporto del Pentagono sulle capacità militari cinesi pubblicato oggi.
Nel corso degli ultimi tre anni, l'armata cinese ha «rapidamente esteso le zone d'azione dei suoi bombardieri (...) addestrandosi probabilmente a colpire obiettivi americani o alleati», indica questo rapporto annuale della Difesa Usa destinato al Congresso.

OBIETTIVI USA NEL PACIFICO - L'anno scorso, per la prima volta, bombardieri cinesi H-6K sono passati in prossimità dell'isola giapponese di Okinawa, che accoglie la metà dei 47mila soldati Usa di stanza in Giappone, ag giunge il documento.
Pechino «potrebbe continuare a estendere il suo campo d'azione al di là della prima catena di isole e dimostrare la sua capacità di colpire delle forze americane e alleate nell'Oceano Pacifico, compresa Guam», territorio americana situato a molte migliaia di chilometri dalle coste cinesi, dove sono stazionati 7mila soldati Usa.

DIVERSI SCENARI - La prima catena di isole attorno alla Cina, che Pechino considera la sua zona d'operazioni, comprende il Giappone e le sue isole a Nord e a Sud, la Corea del Sud, Taiwan e le Filippine.
Il rapporto segnala anche che Pechino non ha rivendicato nuovi territori nel Mar della Cina meridionale nel 2017, ma ha continuato a sviluppare le sue infrastruttura militari sulle isole contese che occupa, in particolare nelle Paracel e diversi isolotti delle Spratley.
Inoltre, secondo il rapporto del Pentagono, la Cina ha sviluppato «diversi scenari» d'operazioni militari contro Taiwan, che va dal blocco aereo e marittimo a uno sbarco in grande scala chepunti a occupare l'isola e i suoi isolotti. «Se gli Stati uniti intervenissero, la Cina potrebbe tentare di ritardare un intervento effettivo e cercare di trasformarlo in una guerra limitata, corta e intensa», spiega il Pentagono.

TENSIONI COMMERCIALI - I negoziatori americani e cinesi stanno mettendo a punto una road map di trattative volte a mettere fine alle tensioni commerciali in corso. Quella road map si concluderebbe a novembre, quando il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jinping dovrebbero vedersi nell'ambito di summit multilaterali. Lo riferisce il Wall Street Journal citando fonti all'interno di entrambe le nazioni.
Per spianare la strada agli incontri di novembre, discussioni di medio livello sono previste a Washington il 22 e il 23 agosto. Una delegazione cinese composta da nove persone e capitanata dal vice ministro del Commercio Wang Shouwen vedrà nella capitale americana funzionari Usa guidati dal sottosegretario al Tesoro, David Malpass.
Gli indici a Wall Street, che ieri avevano corso grazie a rinnovate speranze per la ripresa delle trattative, hanno accelerato al rialzo portandosi sui massimi di seduta. Il Dow sale dello 0,5%, l'S&P 500 avanza dello 0,33%, il Nasdaq ha virato sopra la parità.