17 ottobre 2018
Aggiornato 22:30

Trump: «Spero che i colloqui tra le Coree proseguano anche dopo le olimpiadi»

Lo ha dichiarato il presidente americano aggiungendo di essere «aperto al dialogo con il leader nordcoreano Kim Jong-un, ma non senza precondizioni»
Il leader nordcoreano, Kim Jong-Un e il Presidente americano, Donald Trump
Il leader nordcoreano, Kim Jong-Un e il Presidente americano, Donald Trump (ANSA)

CAMP DAVID - Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha auspicato oggi che i colloqui tra le due Coree «andranno oltre le Olimpiadi» invernali del mese prossimo.
«Mi piacerebbe vederli andare oltre le Olimpiadi», ha detto Trump in una conferenza stampa a Camp David. «E al momento opportuno, saremo coinvolti», ha aggiunto.
Le due Coree dovrebbero tenere a giorni il loro primo dialogo ufficiale in più di due anni per discutere della partecipazione della Corea del Nord ai Giochi olimpici invernali del prossimo mese in Corea del Sud.

Spazio per la diplomazia
Trump ha preso a volte una posizione provocatoria nei confronti di Kim Jong Un, scambiando insulti personali con il leader nordcoreano e minacciando di distruggere completamente il suo regime con «fuoco e furia». Ma altre volte ha chiesto spazio per la diplomazia e una risoluzione pacifica della tensione.
«(Kim) sa che non sto scherzando ... nemmeno un po', nemmeno l'uno per cento. Lo capisce», ha detto ai giornalisti oggi. Ma «se qualcosa può accadere e qualcosa può uscire da quei discorsi» tra le due Coree, «sarà una grande cosa per tutta l'umanità, e sarebbe una grande cosa per il mondo», ha commentato ancora Trump.

Corea del Nord, crollo del numero di fuggiaschi verso il Sud
Meno di 100 nordcoreani al mese si sono rifugiati in Corea del Sud nel 2017, segnando un calo del 21 per cento rispetto al 2016. L'ha reso noto il ministero dell'Unificazione di Seoul.
In tutto lo scorso anno 1.127 nordcoreani sono scappati al Sud e si tratta del dato più basso dal 2001. La maggior parte di coloro che sono fuggiti soffriva di scarsa alimentazione in un paese soggetto a pesanti sanzioni Onu. Generalmente la via di fuga passa attraverso la Cina, dove i fuoriusciti restano qualche anno, per poi approdare alla Corea del Sud di solito attraverso un paese terzo.
Molto rare, invece, sono le fughe attraverso la Zona smilitarizzata, che divide in due la Penisola coreana. Lo scorso anno ce ne sono state quattro, compresa quella di un soldato contro il quale le guardie del Nord hanno sprato, colpendolo più volte. L'uomo è stato soccorso dai militari del Sud.