20 maggio 2019
Aggiornato 14:30
Conflitto israelo-palestinese

Da Gerusalemme a Gaza, Medio Oriente nel caos dopo la decisione di Trump

Dopo il riconoscimento di Trump di Gerusalemme capitale di Israele, sono scoppiati diversi scontri e violenze in Medio Oriente

Palestinesi bruciano manifesti con i volti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e quello Usa Donald Trump
Palestinesi bruciano manifesti con i volti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e quello Usa Donald Trump ( ANSA )

GERUSALEMME - Scontri sono scoppiati a Gerusalemme e in Cisgiordania tra le forze israeliane e i palestinesi, invitati a manifestare la loro rabbia dopo la preghiera del venerdì a causa del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte del presidente Usa Donald Trump. Un intenso e breve corteo ha coinvolto diverse decine di manifestanti palestinesi e una cinquantina di poliziotti israeliani nelle strade della Città Vecchia, a Gerusalemme Est. I poliziotti hanno picchiato e manganellato i manifestanti per respingerli verso le strade adiacenti. A Gerusalemme e in Cisgiordania, gli scontri sono rimasti limitati a metà della giornata. A Hebron, Betlemme, Gerico e nei pressi di Nablus, le forze israeliane hanno reagito sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni contro i giovani palestinesi che lanciavano pietre.

Un palestinese ucciso a Gaza
Almeno un palestinese è stato ucciso al confine con Gaza da spari di soldati israeliani. L’esercito israeliano aveva in precedenza fatto sapere di avere sparato a due persone lungo il confine, accusandole di essere «i principali istigatori» di «rivolte violente». Secondo il ministero di Gaza, il palestinese ucciso di chiama Mahmoud al Masri, trovato morto a Khan Yunis vicino alla barriera di sicurezza che chiude ermeticamente le frontiere d’Israele con Gaza. Proteste si sono tenute anche in altri Stati come ad esempio in Turchia, in Egitto, in Iran e in Libano.

2 anni di tempo?
Intanto, gli Stati Uniti fanno sapere che «probabilmente», non trasferiranno la loro ambasciata da Tel-Aviv a Gerusalemme prima di almeno due anni. Lo ha dichiarato il segretario di stato Usa, Rex Tillerson. Mentre il grande imam di al Azhar al Cairo, una delle più alte istituzioni del mondo islamico, ha cancellato oggi un incontro con il vicepresidente Usa, Mike Pence.

Onu "inquieta"
L’Onu è «particolarmente inquieta per i rischi di un’escalation violenta» dopo la decisione del presidente Usa Donald Trump di riconoscere unilateralmente Gerusalemme come capitale d’Israele. L’ha affermato oggi al Consiglio di sicurezza Nickolay Mladenov, coordinatore speciale dell’Onu per i processi di pace in Medio Oriente. Dal sei a oggi sono stati previsti «tre giorni di rabbia», ha ricordato in un collegamento video da Gerusalemme, mettendo in guardia contro il rischio che questa decisione provochi un «radicalismo religioso». Il responsabile Onu ha fatto appello ai leader mondiale affinché «mostrino saggezza».