19 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Germania in Europa

Germania, un'unità mai realizzata: i migranti fanno aumentare la popolazione, ma l'Est è in preda a un calo demografico

Il segreto di Pulcinella della Germania, che contraddice il mito economico teutonico, è che i traumi dell'unificazione tra Est e Ovest (e dell'occidentalizzazione dell'Est) non sono mai stati davvero superati. E viene da chiedersi come una Germania che non è riuscita a riunire davvero se stessa possa farlo con l'Ue

BERLINO – Angela Merkel confessa senza troppi giri di parole le conseguenze pesantissime che l'unificazione delle due Germanie ha avuto sulla sua parte orientale. No, ovviamente non è la realtà, ma un «sogno» telematico, un'animazione che circola in rete realizzata da Chaos Theory in cui, in poco più di 12 minuti, John Lennon riesce a far «confessare» alla Cancelliera quello che, di fatto, è il segreto di Pulcinella dell'unificazione tedesca. E che ha molte ricadute sul presente: da un lato, perché sembra ridimensionare quello che spesso viene fatto passare come l'inattaccabile mito economico e sociale teutonico; dall'altro perché si presta a paragoni neppure così azzardati con la stessa unificazione europea. Del resto, che l'unificazione economica delle due Germanie, con l'adozione da parte di quella del'Est del marco dell'Ovest, avrebbe avuto conseguenze imprevedibili lo ammise anche, ai tempi, Karl Otto Pohl, presidente della Banca Federale della Germania nel 1990. Il 6 febbraio di quell'anno, Pohl affermò in un discorso pubblico: «Un'unione monetaria tra Germania dell'Est e dell'Ovest è come andare a letto con la migliore amica di tua figlia: è una bella fantasia pornografica, ma molto più brutta nella vita reale». Il giorno dopo, Kohl annunciò la nascita, prevista per cinque mesi più tardi, di una «fantastica» unione.

La perdita di tre mercati
Siamo abituati a considerare la caduta del muro di Berlino come un evento positivo e gioioso per l'Europa e l'Occidente, ma spesso non si considerano le conseguenze che ebbe l'occidentalizzazione forzata dell'Est, soprattutto a livello economico. Al momento della riunificazione, ad esempio, con un marco dell'Ovest si avevano 4,4 marchi dell'Est: ciò significa che ogni prodotto della Germania dell'Est divenne più costoso del 350%.Così, con l'unificazione delle due Germanie, quella orientale perse tre mercati in una volta sola: quello della Germania dell'Ovest e dei Paesi occidentali, poiché il vantaggio di prezzo era venuto meno; quello dell'Europa orientale e della Russia, per la stessa ragione, e lo stesso mercato interno a favore dei prodotti tedeschi dell'Ovest.

Conseguenze economiche
Kohl aveva promesso un vero e proprio miracolo per la Germania dell'Est, e il miracolo fu che in un solo giorno il 90% delle aziende divenne improvvisamente fuori mercato. Tra il 1989 e il 1991, il Pil della Germania dell'Est crollò del 44% e la produzione industriale del 67%. Le esportazioni calarono del 56%, il numero di occupati passò da 8.9 a 6.8 milioni: 2,1 milioni di persone persero il loro lavoro. Nel 1989 il tasso di nascita nella Germania dell'Est era di 1,3 bambini per donna; due anni dopo divenne di 0,76, minimo storico mai raggiunto. Tra il 1990 e il 1994, l'intera economia della Germania dell'Est fu privatizzata, e l'87% delle aziende furono comprate da cittadini della Germania dell'Ovest, il 7% da acquirenti stranieri e solo il 6% da cittadini della Germania dell'Est.

Nell'ex Germania dell'Est la popolazione continua a diminuire
In questo quadro, dunque, non stupiscono neppure i dati recenti pubblicati da ZeroHedge, secondo cui in Germania la popolazione aumenta soprattutto in virtù degli ingressi record di immigrati del 2015, ma nell’ex Germania dell’Est diminuisce. Secondo le previsioni  dell‘Institut der deutschen Wirtschaft Köln, la popolazione in Germania è destinata a crescere, raggiungendo gli  83,1 milioni entro il 2035, ma, come osserva Martin Armstrong, la principale spinta all'aumento demografico sarà costituito dall'aumento del flusso migratorio negli ultimi anni. All'interno della tendenza generale, spicca però quella opposta di sette di sedici stati generali tedeschi, concentrati soprattutto nell'Est, la cui popolazione continuerà a diminuire. Dato da cui si evincono due cose: primo, che i traumi dell'unificazione ancora non sono stati superati a quasi trent'anni di distanza; secondo, che qualcosa di simile potrebbe dirsi dell'Europa, la cui unificazione, prima monetaria che politica, ha più che altro favorito la sperequazione sociale subita dai Paesi del Sud rispetto alle economie forti del Nord. E in fondo, è lecito chiedersi come una Germania che non è riuscita a riunire davvero se stessa possa farlo con l'Unione europea.