12 novembre 2018
Aggiornato 20:30

Corea del Nord, Kim promette nuovi test e torna a minacciare Guam

La Corea del Nord ha confermato oggi di aver lanciato un missile balistico intermedio che ieri ha sorvolato il Giappone, e il suo dittatore Kim Jong-Un è tornato a minacciare l'isola di Guam

PYONGYANG - La Corea del Nord ha confermato oggi di aver lanciato un missile balistico intermedio che ieri ha sorvolato il Giappone. E' la prima volta che Pyongyang ammette un lancio che sorvola il paese vicino. Ma Kim Jong Un, il leader nordcoreano, non si è limitato a questo e ha minacciato «ulteriori lanci balistici» verso l'Oceano Pacifico. Già nel 2009 e poi nel 1998 missili nordcoreani avevano sorvolato il Giappone. Ma allora Pyongyang aveva dichiarato che si trattava di lanci a scopo civile, mentre Tokyo, Washington e Seoul ne denunciavano la natura militare.

La promessa di altri test
Il missile intermedio Hwasong-12, ha spiegato l'agenzia di stampa ufficiale nordcoreana Kcna, «ha attraversato il cielo sulla penisola di Oshima, che si trova nell'isola di Hokkaido, e sul capo Erimo, seguendo una traiettoria regolare, ed è caduto con precisione nelle acque del Pacifico settentrionale», ha scritto la Kcna. "Il test - ha continuato - non ha avuto impatto sulla sicurezza dei paesi vicini" Il lancio è avvenuto sotto la supervisione di Kim Jong Un, ha indicato l'agenzia. Questi ha espresso «grande soddisfazione» dopo il lancio, ha precisato la Kcna. Il leader ha inoltre affermato che ci saranno «altri test di missili balistici in futuro, che avranno come obiettivo il Pacifico».

L'anniversario
Il test era stato fissato per il 29 agosto per marcare il 107mo anniversario del trattato del 1910 tra Giappone e Corea. All'epoca iL Sol Levante fece della Corea una sua colonia. Kim «ha espresso - ha scritto la Kcna - il rancore contenuto da lungo tempo nel popolo coreano" contro "i crudeli abitanti dell'arcipelago giapponese insensibile al sanguinoso 29 agosto». Il lancio di ieri ha portato a una condanna una del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che si è riunito d'urgenza.

Kim Jong Un ha rilanciato la minaccia di colpire Guam, l'isola del Pacifico che ospita importanti basi militari statunitensi nell'Ocrano Pacifico. Il leader nordcoreano, che ha sovrinteso ieri al lancio di un missile balistico il quale ha sorvolato il Giappone per poi inabissarsi nell'Oceano Pacifico, ha chiarito che il test è solo un «primo passo» verso un'azione militare più ampia volta a «contenere Guam».  Guam era stata indicata nella prima metà di agosto come obiettivo di un eventuale attacco nordcoreano da Kim, che poi tuttavia aveva rimandato le operazioni. Il presidente Usa Donald Trump, dal canto suo, aveva minacciato di «fuoco e ira» Pyongyang. Il dispaccio della Kcna, inoltre, spiega come il lancio di ieri sia stato realizzato «per contrastare le esercitazioni militari congiunte Ulji Freedom Guardian realizzate dagli Usa e dalle forze fantoccio sudcoreane, nonostante i significativi e cruciali avvertimenti della Repubblica popolare democratica di Corea», come è ufficialmente indicata la Corea del Nord.

Il missile
Il missile - ha confermato la Corea del Nord - «riflettendo la dignità e la capacità del potere nucleare basato sulla Juche (la dottrina dell'autosufficienza che è dogma in Corea del Nord, ndr.) ha attraversato il cielo sulla penisola di Oshima dell'Hokkaido e capo Erimo del Giappone, lungo la traiettoria prestabilita e ha colpito accuratamente le acque nel Pacifico settentrionale». Non ha avuto, secondo la Kcna, «impatto sulla sicurezza dei paesi vicini». In realtà il Giappone ieri ha dovuto lanciare un allarme alla popolazione: sono suonate le sirene in Hokkaido e sono stati lanciati annuncia via televisione, telefonini e altoparlanti delle stazioni, affinché la gente trovasse rifugio. In effetti proprio il Giappone è stato il primo obiettivo di questo test, a quanto si evince dallo stesso dispaccio dell'agenzia ufficiale, il quale precisa che il lancio è stato fissato il 29 agosto per marcare il 107mo anniversario del Trattato del 1910 con il quale il Giappone annetteva la Corea. Kim «ha espresso - ha scritto la Kcna - il rancore contenuto da lungo tempo nel popolo coreano» contro «i crudeli abitanti dell'arcipelago giapponese insensibili al sanguinoso 29 agosto».