14 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Crisi libica

Libia, Sarraj smentisce Gentiloni: Non abbiamo chiesto navi italiane nelle nostre acque

Il premier Paolo Gentiloni è stato pubblicamente smentito dal presidente del governo di accordo nazionale libico Fayez al Sarraj, che ha negato di aver chiesto all'Italia di inviare proprie navi nelle acque libiche

TRIPOLI - Altra dubbia figura internazionale per l'Italia, dopo che l'iniziativa di Emmanuel Macron in Libia ha sottratto pubblicamente all'Italia il suo ruolo di leadership nella gestione della crisi: il premier Paolo Gentiloni è stato pubblicamente smentito dal presidente del governo di accordo nazionale libico Fayez al Sarraj. Il premier libico ha infatti negato di aver chiesto all'Italia di inviare navi nelle acque territoriali libiche per lottare contro i trafficanti di esseri umani. In un comunicato diffuso dai media libici, Sarraj ha bollato come infondate le notizie diffuse a riguardo, che a suo giudizio mirano solo a minare l'esito dell'incontro avuto a Parigi martedì scorso con il generale Khalifa Haftar. Sarraj è stato ricevuto mercoledì scorso dal presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, che ha riferito della richiesta arrivata da Tripoli nella conferenza stampa congiunta tenuta al termine del faccia a faccia con il collega libico.

Le parole di Gentiloni
«Il presidente Sarraj mi ha indirizzato alcuni giorni fa una lettera nella quale si chiede al governo italiano un sostegno tecnico attraverso unità navali nel comune contrasto al traffico di esseri umani. Un sostegno tecnico a un impegno comune da svolgersi in acque libiche con unità navali inviate dall'Italia», ha detto Gentiloni mercoledì scorso al fianco di Sarraj.

La diversa versione di Sarraj
Diversa la versione offerta dal premier libico nella nota diffusa ieri: «Con gli italiani abbiano concordato di continuare nel sostegno alla Marina libica attraverso addestramento e fornitura di attrezzature militari che ci consentano di condurre operazioni di soccorso verso i migranti e di contrastare i trafficanti di esseri umani, oltre alla fornitura di attrezzature elettriche di controllo per i nostri confini meridionali». Sarraj ha quindi aggiunto che «la sovranità della Libia è una linea rossa».